Lombardia in bocca. Dentro il dialetto

Domenica mattina. Milano, via Argelati. Scambio di bagole tra madri che devono preparare il pranzo e le prime giovani che affondano le mani nell’acqua del naviglio. Sono immagini cartolina che non ci sono più. L’acqua in città creava professioni che a loro volta formavano gesti, espressioni, modi di dire. Bügandéra ovvero la lavandaia. Significa proprio “colei che fa la bügada”. In altri termini: il bucato. La signora, immaginiamo dai fianchi un po’ generosi, porta la sua cesta di panni sporchi della settimana il riva al canale o al lago. E poi aziona il tasto on della sua lavatrice manuale. Il termine “bucata” si ritrova anche nel Medioevo, passato poi allo spagnolo “bugada” e al francese “bukon” e al tedesco “bauchen”. Cambia la geografia ma non il significato: ammollare nella liscivia. In origine la liscivia, la saponetta del tempo, veniva preparata con le ceneri del legno di faggio. Ecco perché si usa la radice “buk” che corrisponde al protogermanico “faggio”. Dentro al dialetto c’è molta più storia di quello che crediamo.

Bibliografia. A. Badiali, Etimologie mantovane, 1983

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Dentro la storia delle piccole storie

La frase fatta la dico subito così siamo a posto. Non è il solito corso di storia dell’arte. E non lo è davvero perché per sei lezioni vi porterò dentro la storia delle piccole storie. Tre lezioni teoriche, una valanga di immagini, tre uscite, una degustazione. Che altro?! Continua a leggere “Dentro la storia delle piccole storie”

Dentro la storia secolare della Gazzetta di Mantova

Qui a Mantova la chiamano la Bagolona e già si capisce l’effetto che fa. Il rumore delle voci si unisce a quella della pagina voltata. E’ talmente punto di riferimento che suona allo stesso modo de “lo hanno detto in televisione”. Una storia di tre secoli e mezzo (per ora).  Continua a leggere “Dentro la storia secolare della Gazzetta di Mantova”

Lettere d’amore tra Gonzaga

Per San Valentino è d’obbligo tingere d’amore anche le storie di Casa Gonzaga, tutte politica e affari. Vi porterò dentro un documento che stupisce per ingenuità e tenerezza.   Continua a leggere “Lettere d’amore tra Gonzaga”

Un giorno e tre matrimoni per i Gonzaga

Il giorno 8 febbraio del 1340 avvenne un evento incredibile che sancisce l’affermazione della famiglia Gonzaga. In un solo giorno dicono il più importante sì ben tre generazioni. Si avvia così la famosa politica dei confetti.  Continua a leggere “Un giorno e tre matrimoni per i Gonzaga”

Con Amore. Storia di una coppia di pane

A ben pensare l’amore si trova in ogni cosa, anche nel pane. Il dialetto è uno strumento trasversale che unisce e divide. Qui a Mantova la chiamiamo la ciopa. E’ il termine che usiamo per indicare una coppia di pane. Perfetto per essere romantici anche solo col pane.  Continua a leggere “Con Amore. Storia di una coppia di pane”

Un percorso d’amore a Mantova

Quante volte camminiamo nella nostra città senza prestare attenzione alle storie silenziose che ci passano a fianco. Come un gioco della settimana enigmistica si possono unire tutti i luoghi che custodiscono storie d’amore dolci e tristi.  Continua a leggere “Un percorso d’amore a Mantova”

Un cilindro per cappello

Semplicemente il cilindro. Il simbolo dell’eleganza vittoriana che creava l’etichetta dell’uomo d’affari perfetto ma utilizzato anche nelle occasioni di svago. Eppure la prima uscita pubblica non passò così inosservata.  Continua a leggere “Un cilindro per cappello”

Una cena di prima classe sul Titanic

Vi siete mai chiesti come e cosa si mangiava a bordo del Titanic? Con questo articolo vi porto sulla tavola del Transatlantico più famoso della storia e faremo anche un passaggio nei depositi delle cucine.

Continua a leggere “Una cena di prima classe sul Titanic”

L’incredibile tassa sui cappelli

Siamo nella Londra di fine settecento e il governo inglese pone una tassa sui cappelli che andava da 3 penny a 2 scellini a seconda del valore del cappello. L’imposta veniva applicata con tanto di bollo stampato e incollato alla fodera di ogni cappello. La curiosità è che era prevista solo per i cappelli maschili. Chi evadeva le tasse la sanzione era la multa mentre per chi falsificava i bolli addirittura la morte. Nella stessa epoca le tasse prendono di mira altri oggetti: guanti, almanacchi, cipria per capelli, dadi, profumo e carta da parati. Una curiosità. Il termine imposta vi siete mai chiesti da dove deriva? Da un’altra stranissima tassa, quella sulle finestre. Applicata la prima volta nel 1697, venne abolita nel 1851. Ha portato molti residenti a tamponare le finestre di casa o a renderle primi esempi di street art urbana.

Bibliografia: Ben Schott, L’originale miscellanea di Schott, 2011