Mantova diffusa. Il marketing malgrado tutto

Se qualcuno pensa che Mantova sia solo a Mantova si sta sbagliando. Questa è una città che involontariamente ha costruito un marketing basato sulla diffusione del proprio nome. Breve storia tra il sacro, il profano e l’artistico.  Continua a leggere “Mantova diffusa. Il marketing malgrado tutto”

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Dentro la città di Pinamonte Bonacolsi

A Mantova tutto gioca a favore dei Gonzaga e anche noi guide diamo sicuramente più tempo a loro e meno ai Bonacolsi. Ma a volte, per capire meglio la storia, occorre stare dall’altra parte ovvero nella prospettiva degli sconfitti. Continua a leggere “Dentro la città di Pinamonte Bonacolsi”

Mantova in numeri. Cittadini, peste e corna

La storia della città di Mantova vede il significativo apporto della famiglia Gonzaga che, nel bene e nel male, le ha dato una forma e una cittadinanza. Diamo i numeri prima e dopo i Gonzaga: sulla popolazione, le guerre, la ripresa, carestie e pestilenze. Amen.  Continua a leggere “Mantova in numeri. Cittadini, peste e corna”

Storie unte di osteria nella Mantova dei Gonzaga

Per i turisti del Rinascimento, come quelli di oggi, una tappa fondamentale nella visita di una città è senza dubbio il locale tipico che propone la cucina tradizionale, dove sentiamo un po’ il profumo e l’accoglienza di casa. Dove si andava nella Mantova dei Gonzaga?   Continua a leggere “Storie unte di osteria nella Mantova dei Gonzaga”

Le tombe dei Gonzaga a Mantova

Vi siete mai chiesti dove si trovano le tombe dei diciotto Gonzaga che hanno coperto quasi quattro secoli di storia? Vi porto tra chiese conosciute, leggende, cripte e misteri. Un tour gratuito che potete fare in autonomia alla ricerca della Mantova NoirContinua a leggere “Le tombe dei Gonzaga a Mantova”

Quando i ventagli furono proibiti nella Mantova del Seicento

Grida del 22 settembre 1659. Si vieta l’uso e il porto d’armi lunghe, corte, archibugi, pugnali, stocchi, pistole. Tranne le spade per i gentiluomini. Le proibizioni, specialmente nel periodo di feste, ingegnavano i creativi. Anche in oggetti leziosi come i ventagli.  Continua a leggere “Quando i ventagli furono proibiti nella Mantova del Seicento”

Il drago dei Visconti e il coccodrillo dei Gonzaga

Capita di passeggiare per le città e di vedere delle grandi ossa in bella mostra, in un vicolo, sotto un arco, in una piazza e addirittura in una chiesa. Quando si dice tra sacro e profano. C’entrano draghi, superstizione, medicina e il diavolo.  Continua a leggere “Il drago dei Visconti e il coccodrillo dei Gonzaga”

A Mantova per sentirsi impressionisti

Mantova città perfetta per vedere la sovrapposizione tra Medioevo e Rinascimento e poi i molti altri stili che si sovrappongono come stratificata Torta Elvezia. Ma se vi dicessi che è anche una perfetta meta per pittori? Vi consiglio alcuni luoghi per sentirvi MonetContinua a leggere “A Mantova per sentirsi impressionisti”

Dentro il piatto. Mangiare facendo storie

C’è caldo e usciti dal lavoro non avete idea di che cosa preparare per cena? C’è una soluzione che unisce l’utile al dilettevole. Raggiungete il centro storico di Mantova ed entrate in una sala da banchetti allestita come nel Rinascimento e mettetevi comodi!  Continua a leggere “Dentro il piatto. Mangiare facendo storie”

Tra Isabella e Mantegna, ritratti mancati.

Questo capitolo della rubrica “Con i se è un’altra storia” è dedicato a tre grandissimi artisti che si sono solamente sfiorati nella più celebre situazione di sliding doors. Quando si dice lui, lui e l’altro. Leonardo da Vinci, Andrea Mantegna e Albrecht Durer. Leonardo nel 1499, con l’arrivo dell’esercito di Luigi XII, fugge da Milano. Arriva a Mantova. Accolto dalla più celebre mecenate e amante delle arti: Isabella d’Este. Per qualche giorno Leonardo fu ospitato da Isabella che colse l’occasione per farsi immortalare (bella) dal ritrattista della Gioconda. Momento imperdibile per lei. La immaginiamo nel dare consigli a Leonardo per aggiustare il mento o nascondere le rughe. Il celebre ritratto del Louvre era una promessa per un ritratto ancora più importante. Non mantenuta. Avranno parlato di arte, musica, quadri e magari fatto una partita a scacchi. Chissà se Isabella avrà cucinato una sua famosa ricetta. Le stanze di Isabella erano nel Castello di San Giorgio, non lontane dalla celebre Camera degli Sposi, terminata da circa dieci anni da Andrea Mantegna, pittore di corte dei Gonzaga. Come hanno fatto Andrea e Leonardo a non incontrarsi? E se si fossero incontrati? Lo schivo Andrea lo avrebbe salutato velocemente o magari avrebbero fatto un pranzo di lavoro, ovviamente con Isabella. La scena appare già chiara. Non uno ma i due migliori artisti al suo comando. Ma Isabella è troppo furba e sa bene che proporre un’opera a due mani era rischioso e poteva finire come nel Salone dei Cinqucento a Palazzo Vecchio. Da lì a breve si sarebbe verificato il duello tra Leonardo e Michelangelo. Ecco la soluzione. Un doppio ritratto. Affiancare a quello promesso da Leonardo anche uno eseguito da Andrea. La più bella ritratta dai migliori. Chissà dove avrebbe messo questa sua pendant. Chissà.

Nel 1505 Durer compie il suo viaggio in Italia, soprattutto a Venezia, ma si ferma anche in altre città come Bologna, Mantova e Roma. Chiede di conoscere Andrea e fissa un appuntamento. L’anno è il 1506. La fortuna non è dalla sua parte. Andrea muore il 13 settembre 1506. Durer non fece in tempo. Molto si sarebbero scambiati: dialoghi, punti di vista, pensieri non detti. Quei due erano molto simili. Molte furono le citazioni e le riprese di Durer nei confronti di Mantegna: pose, forme, proporzioni. Magari proprio Durer avrebbe immortalato per sempre il volto di Andrea per consegnarlo alla storia. Immaginiamo questa scena. Isabella li vede passeggiare in un giardino pensile del palazzo, così vicini da vederne scintillare sogni e progetti. E lei, tra le pieghe del suo nuovo abito dalla foggia cangiante, non si teneva dalla gioia di avere Andrea e Alberto. Orgoglio femminile al potere.