Lettere d’amore tra Gonzaga

Per San Valentino è d’obbligo tingere d’amore anche le storie di Casa Gonzaga, tutte politica e affari. Vi porterò dentro un documento che stupisce per ingenuità e tenerezza.   Continua a leggere “Lettere d’amore tra Gonzaga”

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Un giorno e tre matrimoni per i Gonzaga

Il giorno 8 febbraio del 1340 avvenne un evento incredibile che sancisce l’affermazione della famiglia Gonzaga. In un solo giorno dicono il più importante sì ben tre generazioni. Si avvia così la famosa politica dei confetti.  Continua a leggere “Un giorno e tre matrimoni per i Gonzaga”

Con Amore. Storia di una coppia di pane

A ben pensare l’amore si trova in ogni cosa, anche nel pane. Il dialetto è uno strumento trasversale che unisce e divide. Qui a Mantova la chiamiamo la ciopa. E’ il termine che usiamo per indicare una coppia di pane. Perfetto per essere romantici anche solo col pane.  Continua a leggere “Con Amore. Storia di una coppia di pane”

Un percorso d’amore a Mantova

Quante volte camminiamo nella nostra città senza prestare attenzione alle storie silenziose che ci passano a fianco. Come un gioco della settimana enigmistica si possono unire tutti i luoghi che custodiscono storie d’amore dolci e tristi.  Continua a leggere “Un percorso d’amore a Mantova”

Un cilindro per cappello

Semplicemente il cilindro. Il simbolo dell’eleganza vittoriana che creava l’etichetta dell’uomo d’affari perfetto ma utilizzato anche nelle occasioni di svago. Eppure la prima uscita pubblica non passò così inosservata.  Continua a leggere “Un cilindro per cappello”

Una cena di prima classe sul Titanic

Vi siete mai chiesti come e cosa si mangiava a bordo del Titanic? Con questo articolo vi porto sulla tavola del Transatlantico più famoso della storia e faremo anche un passaggio nei depositi delle cucine.

Continua a leggere “Una cena di prima classe sul Titanic”

L’incredibile tassa sui cappelli

Siamo nella Londra di fine settecento e il governo inglese pone una tassa sui cappelli che andava da 3 penny a 2 scellini a seconda del valore del cappello. L’imposta veniva applicata con tanto di bollo stampato e incollato alla fodera di ogni cappello. La curiosità è che era prevista solo per i cappelli maschili. Chi evadeva le tasse la sanzione era la multa mentre per chi falsificava i bolli addirittura la morte. Nella stessa epoca le tasse prendono di mira altri oggetti: guanti, almanacchi, cipria per capelli, dadi, profumo e carta da parati. Una curiosità. Il termine imposta vi siete mai chiesti da dove deriva? Da un’altra stranissima tassa, quella sulle finestre. Applicata la prima volta nel 1697, venne abolita nel 1851. Ha portato molti residenti a tamponare le finestre di casa o a renderle primi esempi di street art urbana.

Bibliografia: Ben Schott, L’originale miscellanea di Schott, 2011

Via dei Giustiziati e le tracce della Mantova Criminale

Quanto è bello camminare nelle città e leggere i nomi delle vie con i loro font originali, la loro vecchia denominazione e immaginarsi una storia. Mantova ne conserva ancora tante e in alcuni casi si leggono addirittura le contradeContinua a leggere “Via dei Giustiziati e le tracce della Mantova Criminale”

Le Case Mazzanti di Verona. Un po’ di Gonzaga

Quanto fossero tentacolari i Gonzaga noi mantovani lo sappiamo dal Palazzo-città-labirinto Ducale. Ma è una sorpresa continua infilarsi tra le storie urbane altrui e conoscere ad esempio che le famose Case Mazzanti sono passate dalle mani di un Gonzaga.  Continua a leggere “Le Case Mazzanti di Verona. Un po’ di Gonzaga”

Manicotti, pellicce e rimedi contro il freddo

Anche il freddo si combatteva con stile. La moda francese-borgognona offriva uno dei capi più in voga del XIV secolo: l’houppelande. Italianizzato pellanda. Era una sopravveste lunga e ampia, in broccato o guarnita di pelliccia, le maniche a sacco o a campana. Utilizzato come abito da cerimonia, la curiosità è che la pellanda è prima di tutto maschile e solo in seguito femminile. Nella Corte si allungava a dismisura con uno strascico da non calpestare. Fuori ornamenti, guarnizioni, frastagliature, gioielli applicati. Dentro la pelliccia. I camini della Corte non erano mai sufficienti. Più avanti l’houppelande si accorcia e viene indossata dai funzionari di corte, su cui campeggia lo stemma di famiglia.

Il manicotto invece è un affare per sole signore? Non da subito. Infatti nella Corte di Borgogna era un prolungamento delle maniche, adottato nel periodo invernale, e utilizzato sia dall’uomo che dalla donna. Per la prima volta documentato come elemento indipendente nel 1590 a Venezia. Poi si diffuse la moda e lo si trova ovunque, tranne in Germania dove comparirà solo nel XVIII secolo. Proibito al popolo, era un privilegio dell’alta società che lo portava fuori e in casa. Gli uomini si toglieranno i manicotti dopo la rivoluzione francese. Curiosità: non era solo la variante dei guanti ma, dato il suo volume, veniva utilizzato per nascondere messaggi, veleni, armi. Una dispensa delle vanità. Infatti nel Novecento fu inventato il manicotto a tasca, pratico perché serviva anche da borsetta.

Bibliografia:  Enciclopedia illustrata della moda, Mondadori

Immagine: Les très riches heures (1412-16)