Quanti erano i coccodrilli a Mantova?

Sulla Gazzetta di Mantova di metà Ottocento era apparso un articolo che sicuramente avrà attirato l’attenzione di molte persone. Recitava così: “Domenica 25 gennaio ultimo giorno in cui sarà visibile la tanto rinomata famiglia de’ coccodrilli giganti in numero di 5, della lunghezza di 8, 9 e 10 piedi; oltre ad una collezione di animali rari e 4 serpenti boa di straordinaria grossezza”. I coccodrilli, ormai al loro ennesimo tour, provenivano dall’America del Nord. Per l’epoca costituivano un vero record, nessuno ne aveva ammirati di così lunghi. E così il coccodrillo delle Grazie, quello dell’attuale Museo Diocesano e dell’attuale Ginnasio trovarono buona compagnia. Un autentico Gabinetto di curiosità aperto al pubblico. La sede era quantomeno perfetta nel fascino del nome: il Palazzo del Diavolo ubicato sul Corso Pradella. Sarebbe stato contento Paride da Ceresara. Il costo molto popolare: i primi posti a 50 centesimi (le poltronissime) e 25 i secondi. Si conclude scrivendo che “alle ore 5 pomeridiane viene somministrato il cibo agli animali”. Magari qualcuno avrà preferito i secondi posti, non si sa mai.

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Palazzo Te e le recensioni a cinque stelle

Fare recensioni oggi è diventato uno sport nazionale. Ma anche nel passato si registrano molte firme autorevoli di vere e proprie anticipazioni di TripAdvisor. A Mantova troviamo il curioso caso del Palazzo Te.

Già utilizzato nel Medioevo, questa zona della città era conosciuta come Tejeto che probabilmente deriva da un tardo latino tilietum, ovvero località ricca di tigli. L’area viene salvaguardata negli Statuti Bonacolsiani. Ma è con i Gonzaga che questo luogo diventa un paradiso tra l’artificiale e il naturale. Un’isola dentro l’isola che rimarcava la voglia di divertimento oltre le mura della città.

Barbara di Brandeburgo scrive nel 1480: “Nui tenemo quello loco del The per nostro piacere”.

Isabella d’Este invece: “desyderando nui de havere de le lepore vive per metterle suso le porte de Mantua dove volemo pigliare qualche volta piacere”.

Federico II Gonzaga chiederà invece a Giulio Romano “un poco di luogo da potervi andare a ridurvisi tal volta a desinare, o a cena per ispasso”.

E voi che l’avete già visto quale recensione potete dare? Se non l’avete ancora fatto dire che è arrivata proprio la giusta occasione con la grande mostra del 2019.

Bibliografia: I giardini di Palazzo Te, Del Gallo editori, 2018. 

I leoni di piazza Sordello

Una domanda che non può sorgere spontanea. Quanti leoni ci sono o c’erano in piazza Sordello? Certamente non siamo a Venezia e la risposta si può decifrare meglio solo dopo una piccola spiegazione. Per capirlo vi porto a Quingentole, un comune in provincia di Mantova, per molto tempo sede di villeggiatura estiva del vescovo. Si tratta di una chiesa che si porta dietro la bizzarria stilistica del puzzle ovvero tante epoche racchiuse, a piacimento o controvoglia, all’interno di un unico spazio. I primi documenti certi della Chiesa, dedicata a San Lorenzo, sono del 1086 ma certamente la sua fondazione è precedente. La prima chiesa parrocchiale risale al 1400, abbattuta nel 1752 e poi ricostruita, restaurata e ampliata in circa cento anni. Cosa notate nel portale d’ingresso? Non vi svelo troppo ma si notano chiaramente due leoni. Non sempre hanno dimorato lì ma inizialmente ruggivano davanti al protiro della Cattedrale di San Pietro in piazza San Pietro quando la chiesa era di un pirotecnico gotico veneziano. Due leoni li abbiamo trovati. Gli altri si trovano nel portale d’ingresso del Palazzo Ducale per accedere a piazza Pallone. Si trovano sugli stemmi: dal 1394 Francesco I Gonzaga ottiene il leone di Boemia dall’imperatore Venceslao di Lussemburgo. Leone bianco rampante su fondo rosso. Sotto il voltone ruggiscono ancora tutto il potere che i Gonzaga stavano creando e accumulando. 

Anche queste sono pietre, particolari e picciole cose che fanno la differenza quando si leggono monumenti visti migliaia di volte ma osservati molto meno. Le pietre di Mantova, corso di tre lezioni (sabato 17 e 24 novembre, sabato 1 dicembre ore 15,30).

Per info e iscrizioni: corsi@asep.it – 0376391311