Dentro la storia secolare della Gazzetta di Mantova

Qui a Mantova la chiamano la Bagolona e già si capisce l’effetto che fa. Il rumore delle voci si unisce a quella della pagina voltata. E’ talmente punto di riferimento che suona allo stesso modo de “lo hanno detto in televisione”. Una storia di tre secoli e mezzo (per ora).  Continua a leggere “Dentro la storia secolare della Gazzetta di Mantova”

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Lettere d’amore tra Gonzaga

Per San Valentino è d’obbligo tingere d’amore anche le storie di Casa Gonzaga, tutte politica e affari. Vi porterò dentro un documento che stupisce per ingenuità e tenerezza.   Continua a leggere “Lettere d’amore tra Gonzaga”

Un giorno e tre matrimoni per i Gonzaga

Il giorno 8 febbraio del 1340 avvenne un evento incredibile che sancisce l’affermazione della famiglia Gonzaga. In un solo giorno dicono il più importante sì ben tre generazioni. Si avvia così la famosa politica dei confetti.  Continua a leggere “Un giorno e tre matrimoni per i Gonzaga”

Un cilindro per cappello

Semplicemente il cilindro. Il simbolo dell’eleganza vittoriana che creava l’etichetta dell’uomo d’affari perfetto ma utilizzato anche nelle occasioni di svago. Eppure la prima uscita pubblica non passò così inosservata.  Continua a leggere “Un cilindro per cappello”

L’incredibile tassa sui cappelli

Siamo nella Londra di fine settecento e il governo inglese pone una tassa sui cappelli che andava da 3 penny a 2 scellini a seconda del valore del cappello. L’imposta veniva applicata con tanto di bollo stampato e incollato alla fodera di ogni cappello. La curiosità è che era prevista solo per i cappelli maschili. Chi evadeva le tasse la sanzione era la multa mentre per chi falsificava i bolli addirittura la morte. Nella stessa epoca le tasse prendono di mira altri oggetti: guanti, almanacchi, cipria per capelli, dadi, profumo e carta da parati. Una curiosità. Il termine imposta vi siete mai chiesti da dove deriva? Da un’altra stranissima tassa, quella sulle finestre. Applicata la prima volta nel 1697, venne abolita nel 1851. Ha portato molti residenti a tamponare le finestre di casa o a renderle primi esempi di street art urbana.

Bibliografia: Ben Schott, L’originale miscellanea di Schott, 2011

Grana Padano. Una storia in scaglie

Ogni volta che ci mettiamo in bocca un pezzo di grana forse non gustiamo fino in fondo la sua storia millenaria. Allora facciamolo con pochi e semplici suggerimenti che ad esempio non vi faranno confondere tra Grano e ParmigianoContinua a leggere “Grana Padano. Una storia in scaglie”

Mantova diffusa. Il marketing malgrado tutto

Se qualcuno pensa che Mantova sia solo a Mantova si sta sbagliando. Questa è una città che involontariamente ha costruito un marketing basato sulla diffusione del proprio nome. Breve storia tra il sacro, il profano e l’artistico.  Continua a leggere “Mantova diffusa. Il marketing malgrado tutto”

Manicotti, pellicce e rimedi contro il freddo

Anche il freddo si combatteva con stile. La moda francese-borgognona offriva uno dei capi più in voga del XIV secolo: l’houppelande. Italianizzato pellanda. Era una sopravveste lunga e ampia, in broccato o guarnita di pelliccia, le maniche a sacco o a campana. Utilizzato come abito da cerimonia, la curiosità è che la pellanda è prima di tutto maschile e solo in seguito femminile. Nella Corte si allungava a dismisura con uno strascico da non calpestare. Fuori ornamenti, guarnizioni, frastagliature, gioielli applicati. Dentro la pelliccia. I camini della Corte non erano mai sufficienti. Più avanti l’houppelande si accorcia e viene indossata dai funzionari di corte, su cui campeggia lo stemma di famiglia.

Il manicotto invece è un affare per sole signore? Non da subito. Infatti nella Corte di Borgogna era un prolungamento delle maniche, adottato nel periodo invernale, e utilizzato sia dall’uomo che dalla donna. Per la prima volta documentato come elemento indipendente nel 1590 a Venezia. Poi si diffuse la moda e lo si trova ovunque, tranne in Germania dove comparirà solo nel XVIII secolo. Proibito al popolo, era un privilegio dell’alta società che lo portava fuori e in casa. Gli uomini si toglieranno i manicotti dopo la rivoluzione francese. Curiosità: non era solo la variante dei guanti ma, dato il suo volume, veniva utilizzato per nascondere messaggi, veleni, armi. Una dispensa delle vanità. Infatti nel Novecento fu inventato il manicotto a tasca, pratico perché serviva anche da borsetta.

Bibliografia:  Enciclopedia illustrata della moda, Mondadori

Immagine: Les très riches heures (1412-16)

Dentro la città di Pinamonte Bonacolsi

A Mantova tutto gioca a favore dei Gonzaga e anche noi guide diamo sicuramente più tempo a loro e meno ai Bonacolsi. Ma a volte, per capire meglio la storia, occorre stare dall’altra parte ovvero nella prospettiva degli sconfitti. Continua a leggere “Dentro la città di Pinamonte Bonacolsi”

Quando i ventagli furono proibiti nella Mantova del Seicento

Grida del 22 settembre 1659. Si vieta l’uso e il porto d’armi lunghe, corte, archibugi, pugnali, stocchi, pistole. Tranne le spade per i gentiluomini. Le proibizioni, specialmente nel periodo di feste, ingegnavano i creativi. Anche in oggetti leziosi come i ventagli.  Continua a leggere “Quando i ventagli furono proibiti nella Mantova del Seicento”