Le forche inaugurate, la prima fuga e gli artisti curiosi

Voltone del Palazzo del Podestà, Bologna. Oltre che per il turistissimo effetto acustico è conosciuto per la presenza di due forche già utilizzate nel XVII secolo per le esecuzioni capitali. Questa era la funzione di Piazza Maggiore. Proprio qui perché in questo modo il condannato potesse vedere per l’ultima volta la basilica di San Petronio. Prima delle forche i condannati venivano impiccati e le funi appese alle finestre del salone del Palazzo. Esattamente come a Palazzo Vecchio a Firenze. Stessa scena dopo il tumulto dei Ciompi. Nel 1604 vennero allestiti i nuovi strumenti: le forche. Si conosce il nome del primo condannato a cui spettava l’onore di inaugurarle. Un tale Domenico Grundi. Riuscì a scappare mentre saliva la scala. Ripreso poco dopo e riconsegnato al boia. Non c’era scampo. Questi macabri eventi richiamavano curiosi, cittadini alla ricerca di indulgenze, anime pie e artisti. Sono noti gli studi anatomici di Pisanello e Leonardo da Vinci che, come giornalisti di cronaca nera, documentavano l’accaduto in cerca di pose e gesti.

Bibliografia: Bologna insolita e segreta, Edizioni Jonglez, 2018

Immagini: Studi di Pisanello sugli impiccati

Leonardo_da_Vinci_-_Hanging_of_Bernardo_Baroncelli_1479Disegno di Leonardo da Vinci, Bernardo Bandini Baroncelli che aveva avuto un ruolo fondamentale nella Congiura dei Pazzi. 

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Piazza Sordello. Big Bang of Mantua

Fino all’anno mille il vero cuore di Mantova, piazza Sordello oggi è la piazza più grande dove passi, direzioni e traiettorie prima o poi vanno a finire. Ma prima della famiglia Gonzaga era il nucleo della vita cittadina. Fuori le mura campagna. Dentro il potere.  Continua a leggere “Piazza Sordello. Big Bang of Mantua”