Un piatto di tortelletti per Giulio Romano

Che piatti avrebbe potuto mangiare Giulio Romano a Mantova? Possiamo averne un’idea se leggiamo la lista delle portate del banchetto in onore di Carlo V. Pernici, fagiani, ostriche, capponi, brodo, pasta ripiena. Ma certamente si trattava di occasioni speciali e politiche che fanno dell’esuberanza e dell’abbondanza la loro etichetta di presentazione. Nella tavola di tutti i giorni lo immaginiamo alle prese con i pesci dei laghi e del Lago di Garda, magari fatti anche in carpione secondo la ricetta di Isabella d’Este, formaggi come robiole, marzolini e formazo duro ovvero stagionato (come non leggerci già il Grana?). Per finire un biancomangiare, frutta secca sopratutto fichi e la famosa cotognata di mele o pere cotogne. Bartolomeo Scappi, uno scalco a lui contemporaneo, gli avrebbe preparato un piatto di tortelletti con ripieno di maiale, ne sono certo. Qui la ricetta scritta direttamente dallo scalco.

Piglinosi libbre quattro di pancia di porco fresca, senza cotica, e faccasi lessare di modo che sia ben cotta, e quando sarà cotta cavisi dal brodo, e lascisi rifreddare, e battasi minutamente con i coltelli. Abbiasi altrettanto di zinna di vitella ben cotta, e battasi con essa, e una libbra e mezza di carne magra di porco giovane mezza arrostita allo spiedo, ovvero lessata con la pancia, e quando sarà battuta ogni cosa insieme, mettavisi una libbra di cacio parmigiano grattato e un’altra di cacio grasso […], otto once di zucchero, un’oncia di cannella pesta, tre quarti di pepe, tre altri tra garofani e noci moscate, sei once di uva passa di Corinto ben netta […] e poi monda e pesta nel mortaio, otto uova fresche battute e zafferano abbastanza, e come sarà fatta tale composizione, abbiasi una sfoglia di pasta fatta come il sopradetto e faccianosi gli anolini piccioli come fagioli o ceci, e congiunti con i loro pizzetti in modo che siano venuti a foggia di cappelletti. 

Lo Scappi serviva il piatto con un misto di formaggio grattugiato, zucchero e cannella. Sono sicuro che Giulio avrebbe gradito.

Bibliografia. Giancarlo Malacarne, Il trionfo del gusto, 2013 – Hans Peter von Peschke, Werner Feldmann, La cucina del Rinascimento, Guido Tommasi Editore 2002

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Un inglese in Italia nel Seicento

Thomas Coryate, autore e viaggiatore curioso contemporaneo di Shakespeare, si divertiva davvero tanto a conoscere come un moderno travel blogger di oggi. Gli piaceva camminare a tal punto che si dice abbia percorso a piedi andata e ritorno il tragitto verso l’India. Dopo il suo viaggio in Italia e dopo aver visto per la prima volta un certo accessorio scrive nel 1911 Coryate’s Crudities. Ovviamente rimane stupito dalla forchetta. Si deve a lui, a quanto pare, l’introduzione in Inghilterra della figura di Guglielmo Tell, dell’ombrello e appunto della forchetta. In origine il termine “fork” indicava un attrezzo agricolo ovvero il forcone e solo in seguito un utensile, ancora grezzo, utilizzato soprattutto per tener ferma la carne da affettare. Prima di arrivare agli attuali 6 rebbi la forchetta ha subito varie sperimentazioni: da 2, 3, 5 e addirittura 6. Solo nell’Ottocento, dopo attente valutazioni, si approvarono i 4 rebbi odierni.

Bibliografia: Bill Bryson, Breve storia della vita privata, 2011

Dentro la storia delle piccole storie

La frase fatta la dico subito così siamo a posto. Non è il solito corso di storia dell’arte. E non lo è davvero perché per sei lezioni vi porterò dentro la storia delle piccole storie. Tre lezioni teoriche, una valanga di immagini, tre uscite, una degustazione. Che altro?! Continua a leggere “Dentro la storia delle piccole storie”

Rinascimentour. Il tour delle Corti italiane in 9 piatti

I tour possono essere stancanti e spesso c’è solo un ritaglio di tempo per una merendina, un panino già sentito e un sorso per dissetarsi. Vi propongo invece un Rinascimentour stando comodamente seduti a tavola. Buffet di menù verticale, così buono da non voler più alzarsi dalla sedia. Perché in fondo ogni piatto ha la sua storia e la sua politicaContinua a leggere “Rinascimentour. Il tour delle Corti italiane in 9 piatti”

Dentro il piatto. Mangiare facendo storie

C’è caldo e usciti dal lavoro non avete idea di che cosa preparare per cena? C’è una soluzione che unisce l’utile al dilettevole. Raggiungete il centro storico di Mantova ed entrate in una sala da banchetti allestita come nel Rinascimento e mettetevi comodi!  Continua a leggere “Dentro il piatto. Mangiare facendo storie”

Il finale di banchetto: lotteria, cotillons e si ricomincia

Dopo aver trascorso cinque ore dall’inizio del banchetto rinascimentale si è giunti alla parte conclusiva. Un ultimo momento di piccoli spettacoli per accompagnare la digestione e le ultime vivande: non solo dolci. Le sorprese per gli ospiti non sono finite.
Continua a leggere “Il finale di banchetto: lotteria, cotillons e si ricomincia”

Banchetto di carne e pesce? La Venezia del Cinquecento dice no

Si è soliti immaginare il lato godereccio e signorile del banchetto facendo la lista dei piatti serviti e degli abiti sfoggiati. A Venezia, ma non solo, erano emanate leggi speciali o suntuarie per regolare il lusso. Un esempio? Carne e pesce no.  Continua a leggere “Banchetto di carne e pesce? La Venezia del Cinquecento dice no”

Il pranzo della domenica. Cristina di Svezia a Mantova

La Corte di Mantova, anche sotto i Gonzaga di Nevers, è stata un’affascinante meta per artisti, ambasciatori, giovani in odore di Grand Tour ed esploratori del gusto. Volti noti e meno noti. Quel novembre del 1655 sbarcò a Mantova la Regina Cristina di SveziaContinua a leggere “Il pranzo della domenica. Cristina di Svezia a Mantova”

Tutto comincia… dalla forchetta

Vi siete mai chiesti quando si cominciò a mangiare con la forchetta? storia recente, del Rinascimento o addirittura più antica? Si mangiava con le mani o con strumenti simili alle nostre posate?  Continua a leggere “Tutto comincia… dalla forchetta”