Tra Erasmo e Montaigne. La prima guida per viaggiatori d’Europa.

1547, Carlo V alle prese con la battaglia di Muhlberg. Un anno dopo Tiziano lo immortala in questa tela. Mentre la guerra si consuma c’è chi viaggia. “Se parliamo d’alberghi, i migliori sono quelli francesi senza ombra di dubbio: accoglienza familiare, atmosfera casalinga, belle ragazze dappertutto”. Questo era il parere di Erasmo da Rotterdam, umanista e famelico viaggiatore europeo. Si ricorda in particolare di un piccolo albergo a Lione. Registra inoltre gli ottimi pasti e la biancheria pulita”. E’ rimasto colpito dalla presenza di belle ragazze. “Quando i viaggiatori se ne vanno, le belle figliole li baciano e li salutano con tenerezza”. Opposti sono i pareri sulle locande tedesche. “Quando arrivate nessuno vi saluta. Dopo aver sistemato il vostro cavallo, entrate nella stanza della stufa, stivali, bagaglio, fango e tutto”. Lamenta gli spazi comuni: “qui uno si pettina, un altro vomita aglio e c’è una gran confusione di linguaggi come alla torre di Babele. Come fare quindi a scegliere un albergo in un momento storico in cui si viaggiava tanto soprattutto a cavallo? Nel 1552 Charles Estienne pubblica la Guida delle strade di Francia, una sorta di antenato della Guida Michelin. Sono segnate le strade, i ponti, i posti dei briganti da evitare, le locande e il tipo di servizio che si può trovare. Trovano spazio anche le curiosità artistiche e storiche, i santuari, le opere moderne e le antichità da visitare. Il primo turista per eccellenza è Michel de Mointagne che girerà l’Europa anche per curarsi dal “mal di pietra”. Probabilmente era accompagnato da un segretario che doveva organizzare il viaggio: bagagli, alloggi e cavalli.

Così è stato il viaggio di Baldassarre Castiglione e Giulio Romano partita il 5 ottobre 1524 a Roma e giunti a Mantova il 22 ottobre. 17 giorni a cavallo o in carrozza passando per Loreto. Peccato non avere il diario di quel viaggio per realizzare una mappatura delle loro soste. Cosa hanno mangiato, dove hanno alloggiato e di cosa hanno discusso. Quali progetti stavano già nascendo per Mantova.

Bibliografia. Carlo Quinto, I grandi della storia, Mondadori, 1970.

Immagine. Ritratto di Carlo V a cavallo, 1548, Prado. 

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La Mantova criminale tra Cinquecento e Seicento

Nella notte del 28 gennaio 1671 si consumò a Mantova un duro attacco ai Gonzaga: la Cancelleria Ducale viene violata, sfondata la cassa e prelevati i preziosi denari. Il Duca ordina le più severe indagini. Tra ombre, nebbie e misfatti. Si bandiscono Grida.  Continua a leggere “La Mantova criminale tra Cinquecento e Seicento”

La carrozza e il contachilometri del Rinascimento

Oggi i taxi, ieri le carrozze. Per spostarsi in città serve un mezzo agile, veloce, smart. Anche nel Rinascimento si sentiva la stessa necessità. L’invenzione è di un ebreo mantovano, Abramo Colorni. Proprio a Ferrara, luogo già all’epoca a misura d’uomo. Continua a leggere “La carrozza e il contachilometri del Rinascimento”