Reati nella Mantova del Seicento

Dopo la peste e il sacco di Mantova del 1630 la città è scossa da una serie di eventi criminosi ed è in balia di bande criminali. Una di queste il 28 gennaio del 1671 prende d’assolto la Cancelleria Ducale. Il 31 agosto del 1650 una banda di sicari armati di archibugi uccidono il Commissario dei Gonzaga, il capitan Gioan Battista Gozzi. Il 19 febbraio del 1666 viene pescato nel Rio presso San Giacomo il corpo di Angela Scudelata avvolto in un sacco.

La Grida del 22 settembre del 1659 vietava l’uso e il porto d’armi lunghe o corte, archibugi, stiletti, pugnali, pistole tranne la spada per i cavalieri e i gentiluomini. Questa limitazione veniva praticata soprattutto durante le fiere, le feste e il carnevale. Sopra le torri il Podestà faceva posizionare degli uomini di vedetta per avvistare i furfanti. Al suo segnale (tre colpi di campana) partiva l’inseguimento. E con la nebbia?

Bibliografia: Luigi Carnevali, La tortura a Mantova, 1974  

 

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Quando i ventagli furono proibiti nella Mantova del Seicento

Grida del 22 settembre 1659. Si vieta l’uso e il porto d’armi lunghe, corte, archibugi, pugnali, stocchi, pistole. Tranne le spade per i gentiluomini. Le proibizioni, specialmente nel periodo di feste, ingegnavano i creativi. Anche in oggetti leziosi come i ventagli.  Continua a leggere “Quando i ventagli furono proibiti nella Mantova del Seicento”

La Mantova criminale tra Cinquecento e Seicento

Nella notte del 28 gennaio 1671 si consumò a Mantova un duro attacco ai Gonzaga: la Cancelleria Ducale viene violata, sfondata la cassa e prelevati i preziosi denari. Il Duca ordina le più severe indagini. Tra ombre, nebbie e misfatti. Si bandiscono Grida.  Continua a leggere “La Mantova criminale tra Cinquecento e Seicento”