I costi della tavola di Ercole II. Bilanci, stipendi e alimenti

Messisbugo ci fornisce un compendio relativo alla tavola del duca di Ferrara e del costo di ogni relativa cibaria. Oltre alla mensa del banchetto, che aveva costi altissimi data la quantità di alimenti, la tavola quotidiana aveva altri prezzi. Il vitello costava 22 soldi al chilogrammo, il maiale 20, il manzo 3, il cappone 6 soldi e un agnello 30. Il vino costava solo mezzo soldo al litro. I bovini costavano poco perché solitamente andavano al macello solo a fine servizio lavorativo nei campi. Le spezie avevano costi notevoli: lo zafferano costava 144 soldi per libbra (345 grammi), cannella, noce moscata e chiodi di garofano 48 soldi, lo zenzero 36 e il pepe solo 24. All’incirca, secondo Ridolfi, si può ipotizzare una uguaglianza tra 1 soldo e 1 euro.

La tavola del principe, secondo i conti di Messisbugo, per una Corte di 120 persone, costava all’anno circa 17.000 lire ovvero 46 lire al giorno ovvero 8 soldi per bocca. Lo stipendio di Messisbugo è il più alto: 240 soldi al mese. Un facchino ne percepiva 60, un servitore 40. Se pensiamo che il bilancio complessivo della Corte di Ercole II nel 1548 è di 241.000 lire le spese solo per la tavola coprivano circa il 7%.

Bibliografia: Pierluigi Ridolfi, Rinascimento a tavola, Donzelli Editore, Roma 2015

Immagine: Vincenzo Campi, venditori di polli 1580 

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Federico il principe cerca moglie

Nel 1515 Gugliemo del Monferrato e Francesco II Gonzaga stanno discutendo del matrimonio tra i loro rispettivi figli. Tutto era deciso. Maria Paleologo e Federico II si sarebbe sposati. Un matrimonio di interesse, si intende, che portava risonanza ad entrambe le famiglie. Certamente più ai Gonzaga che si portavano in casa la rampolla erede di una delle famiglie più nobili d’Europa. Le nozze, celebrate nel 1517 a Casale, non furono consumate per la giovanissima età delle sposa non ancora decenne. Qualche anno più tardi tutto sembra pronto ma nel frattempo i Paleologo hanno affrontato la guerra e sono andati in corso a ingenti spese. E di mezzo c’è Bonifacio che ha raggiunto l’età per governare il Monferrato. I tentennamenti e il prender tempo di Federico fanno prender parte alle trame anche Isabella d’Este che ottiene dal Papa Clemente VII l’annullamento del matrimonio. Nel 1530 altra pretendente per il neo scapolo Federico. Questa volta è Carlo V che, venuto per un mese a Mantova a concedere il titolo di duca a Federico, trova il tempo anche di proporgli sua nipote Giulia d’Aragona che le cronache non descrivono come un raggio di sole. Tutto procede fino al colpo di scena. Nello stesso anno muore Bonifacio e Maria ritorna in gioco come unica erede del Monferrato. Le nozze a Casale ritornano ad essere un tema caldo. Ma altro colpo di scena. Maria muore il 15 settembre. Il matrimonio vira sulla terzogenita ovvero Margherita e viene celebrato il 3 ottobre del 1531.

Il celebre dipinto ad olio di Tiziano ritrae Federico nel 1529. Ancora scapolo, alle spalle un matrimonio annullato e almeno due potenziali davanti. Quello che non viene detto è che in questa data, e almeno da 13 anni, continuava la relazione con Isabella Boschetti, già sposata con Francesco Gonzaga da Calvisano. Sarebbe stata un’unione impossibile.

Immagine: Federico II, ritratto di Tiziano 1529 (Prado)

Mangiare a cavallo. Il primo tavolo da pic-nic

Anche quando il principe va in guerra si porta appresso le comodità della Corte, tra amenità e piaceri. Giovanni battista Rossetti, scalco della corte di Ferrara, prepara l’occorrente per Alfonso II. Comodità anche fuori dal Palazzo.  Continua a leggere “Mangiare a cavallo. Il primo tavolo da pic-nic”