La Giostra e gli esercizi di stile di un cavaliere

Ferrara, via Voltapaletto. Si tratta di un nome bizzarro che è da rimandare al tempo degli affreschi mantovani di Pisanello. In quella che doveva essere la prima sala del Palazzo l’artista raffigura una Giostra. Cavalli e cavalieri alle prese con un torneo. Oggi l’opera di Pisanello è scissa in due sale: affresco e sinopia. La stessa scena in due sale diverse. Nella sinopia si notano alcuni cavalieri alle prese con particolari bersagli. Dopo la spiegazione pare scontato il significato del nome della via ferrarese. Il paletto da voltare era proprio un bersaglio chiamato anche paletto o quintana. Era detta anche giostra del saraceno. Si trattava di un termine medievale che identificava un gioco di destrezza in cui il cavaliere doveva colpire con la lancia la sagoma di un manichino armato. In seguito vennero inserite numerose variante che aumentavano il grado di difficoltà. Il paletto poteva essere piantato a terra in una via oppure essere all’interno di un piccolo edificio. Un vero esercizio di addestramento. Una giostra finta che serviva ad allenarsi per battaglie vere. La grande stagione dei Tornei non era ancora finita e le famiglie partecipavano con i migliori cavalieri. I Gonzaga erano ambiziosi e organizzavano i loro eventi proprio nell’attuale piazza Pallone o addirittura in Piazza Sordello. In grande stile.

Immagine: Sala di Pisanello, Palazzo Ducale Mantova

 

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La piazza del potere. Dai Bonacolsi ai Gonzaga

Il passaggio da una famiglia all’altra avveniva spesso con il sangue. Le grandi Signorie si sono create prima di tutto sullo scontro. Piccole e grandi piazze, spazi verdi, campagne o strade infangate hanno accolto persone, soldati, schieramenti organizzati e liberi. Perché oltre alla spade volavano pugni e rombavano i primi cannoni che lo stesso Petrarca paragonava a tuoni sulla terra. Dai Bonacolsi ai Gonzaga cambia tutto. La data del 15 agosto 1328 è per Mantova un nuovo anno zero, un nuovo inizio che porterà dentro come un germe anche la sua fine. Così inizia lo scenario dei Gonzaga che salgono al potere sette anni dopo la morte di Dante.

Storia 1 Meraviglia

L’unica piazza che ha avuto un ponte

Come quando fuori piove. Tutte le città vanno viste con lo stesso spirito del bambino che in un pomeriggio di pioggia battente sale in soffitta e apre il vecchio baule del nonno (in fondo chi non ne ha uno?). Si rovistano cianfrusaglie, ricordi, oggetti remoti. Mantova è proprio così. Ti sorprende rovistando anche tra le vecchie cartoline. Oggi vi presento una fotografia che rappresenta il Ponte di San Giorgio in una posizione davvero surreale. In piazza Sordello. Non si conosce il nome dell’autore. Brevi i dettagli tecnici: gelatina bromuro d’argento su pellicola piana diapositiva. Oggi è conservata presso l’Archivio Storico del Comune di Mantova. E’ il 1920 quando il Ponte levatoio viene smantellato e collocato temporaneamente il piazza Sordello. La storia è più complicata di così. Già nel 1911 aleggiavano i lamenti per il cattivo stato del ponte e della corsia per il passaggio delle vetture dovuto alle piogge, ai carichi pesanti e ad un acciottolato non omogeneo. Già veniva chiamato rudere. La Palata, ovvero la struttura centrale del ponte levatoio, venne dapprima smantellata e poi riprodotta in piazza Sordello dall’architetto Fossati. Il 23 luglio del 1922 si inaugura il nuovo ponte di San Giorgio, alle ore 8 del mattino. Era domenica. Seguì benedizione, rinfresco e primo attraversamento.

I leoni di piazza Sordello

Una domanda che non può sorgere spontanea. Quanti leoni ci sono o c’erano in piazza Sordello? Certamente non siamo a Venezia e la risposta si può decifrare meglio solo dopo una piccola spiegazione. Per capirlo vi porto a Quingentole, un comune in provincia di Mantova, per molto tempo sede di villeggiatura estiva del vescovo. Si tratta di una chiesa che si porta dietro la bizzarria stilistica del puzzle ovvero tante epoche racchiuse, a piacimento o controvoglia, all’interno di un unico spazio. I primi documenti certi della Chiesa, dedicata a San Lorenzo, sono del 1086 ma certamente la sua fondazione è precedente. La prima chiesa parrocchiale risale al 1400, abbattuta nel 1752 e poi ricostruita, restaurata e ampliata in circa cento anni. Cosa notate nel portale d’ingresso? Non vi svelo troppo ma si notano chiaramente due leoni. Non sempre hanno dimorato lì ma inizialmente ruggivano davanti al protiro della Cattedrale di San Pietro in piazza San Pietro quando la chiesa era di un pirotecnico gotico veneziano. Due leoni li abbiamo trovati. Gli altri si trovano nel portale d’ingresso del Palazzo Ducale per accedere a piazza Pallone. Si trovano sugli stemmi: dal 1394 Francesco I Gonzaga ottiene il leone di Boemia dall’imperatore Venceslao di Lussemburgo. Leone bianco rampante su fondo rosso. Sotto il voltone ruggiscono ancora tutto il potere che i Gonzaga stavano creando e accumulando. 

Anche queste sono pietre, particolari e picciole cose che fanno la differenza quando si leggono monumenti visti migliaia di volte ma osservati molto meno. Le pietre di Mantova, corso di tre lezioni (sabato 17 e 24 novembre, sabato 1 dicembre ore 15,30).

Per info e iscrizioni: corsi@asep.it – 0376391311

La storia di Mantova prima dei Gonzaga

Mantova e Gonzaga, è il binomio che tutti si aspettano appena messo il piede su un qualsiasi ciottolo di piazza Sordello. Ma in direzione ostinata e contraria vi propongo di risalire la corrente della storia e portarvi tra le pieghe di un passato tanto affascinante quanto nascosto.

Com’era la Mantova etrusca e romana? Difficile immaginarlo ma ci proveremo lo stesso grazie alle descrizione degli autori che hanno citato la città come “parva oppidum”. Porteremo i passi sui tracciati romani e medievali facendo parlare i dettagli, le scoperte archeologiche e il contesto di invasioni che ruotava attorno alla Mantova antica. Indagheremo come viveva un cittadino mantovano romano, dove passeggiava e quali attività faceva. La continuità col Medioevo è solo temporale perché fino al XII secolo si rimane nel perimetro di Piazza Sordello. Le acque, i laghi, i primi palazzi, la casa e la vita famigliare, le famiglie, il logorio del potere. Dove potevate incontrare un Bonacolsi e come furono le ultime ore di Rinaldo prima di essere sconfitto da Luigi Gonzaga? Si termina con la storia di una battaglia, di una mummia (non la sola in città) e di una tortura tremenda. I Bonacolsi sapranno prendersi la loro vendetta tre secoli più tardi…

Per info e prenotazioni: corsi@asep.it | 0376391311

Corso ottobre 2018 Arte

 

Un giorno e tre matrimoni per i Gonzaga

Il giorno 8 febbraio del 1340 avvenne un evento incredibile che sancisce l’affermazione della famiglia Gonzaga. In un solo giorno dicono il più importante sì ben tre generazioni. Si avvia così la famosa politica dei confetti.  Continua a leggere “Un giorno e tre matrimoni per i Gonzaga”

Un percorso d’amore a Mantova

Quante volte camminiamo nella nostra città senza prestare attenzione alle storie silenziose che ci passano a fianco. Come un gioco della settimana enigmistica si possono unire tutti i luoghi che custodiscono storie d’amore dolci e tristi.  Continua a leggere “Un percorso d’amore a Mantova”

Dentro la città di Pinamonte Bonacolsi

A Mantova tutto gioca a favore dei Gonzaga e anche noi guide diamo sicuramente più tempo a loro e meno ai Bonacolsi. Ma a volte, per capire meglio la storia, occorre stare dall’altra parte ovvero nella prospettiva degli sconfitti. Continua a leggere “Dentro la città di Pinamonte Bonacolsi”

Mantova in numeri. Cittadini, peste e corna

La storia della città di Mantova vede il significativo apporto della famiglia Gonzaga che, nel bene e nel male, le ha dato una forma e una cittadinanza. Diamo i numeri prima e dopo i Gonzaga: sulla popolazione, le guerre, la ripresa, carestie e pestilenze. Amen.  Continua a leggere “Mantova in numeri. Cittadini, peste e corna”

Con i se faccio un’altra Storia… di Mantova

Con i se e con i ma non si crea o si modifica la Storia ma certamente sono particelle spazio-temporali che offrono degli spunti. Quindi perché non divertirsi a cambiare personaggi, avvenimenti e risultati? La lunga ed entusiasmante storia dei Gonzaga è conosciuta, romanzata e raccontata a puntata in stile fiction. Ma proviamo a metterci dalla parte dei Bonacolsi. Non solo della parte sconfitta ma di quella porta che forse si è chiusa troppo presto. Cominciamo con i se… Se Cangrande della Scala non avesse aiutato Luigi Gonzaga come sarebbe finito lo scontro con i Bonacolsi?  Gli oltre 50 anni di potere hanno permesso ai Bonacolsi di creare in piazza Sordello un quartier generale frutto di una accurata politica immobiliare. Un ferro di cavallo di immobili che avvolgeva la piazza come una forte spira. Immaginiamo il loro palazzo oggi. Tutta la piazza: un alveare di scatole di edifici, un festival dei corridoi esterni, una cittadella dal sapore medievale, magari il più grande palazzo al mondo per estensione. C’erano tutte le premesse per governare con longevità e lungimiranza. Ma i Gonzaga – Corradi allora – hanno avuto tempo e pazienza di aspettare all’ombra di un’amicizia politica costruita con astuzia. Bastava un collaboratore più attento, una spia, un assassino da assoldare e Rinaldo detto il Passerino non sarebbe stato l’ultimo, non sarebbe diventato il primo souvenir di Mantova. Mummia gettata nel Lago. E se non fosse stata gettata nei Laghi qualche secolo dopo? Forse pretendo troppo dalla Storia…

Se Cangrande nel 1329 non avesse incontrato la morte così presto (avvelenamento? dissenteria?) cosa sarebbe stato di Mantova? Il suo piano segreto di conquistare Mantova, entrando come un moderno cavallo di Troia, si sarebbe avverato e allora addio in un sol colpo Gonzaga e Bonacolsi come in una perfetta partita di scacchi.

Ma se avete immaginato un altro finale o delle altre situazioni vuol dire che è stimolante pensare alla storia come un insieme di porte di servizio. Ne apriamo una e sbirciamo, giusto per dare un’occhiata a come sarebbe andata se… Potete scrivere la vostra personale storia a valorizzazione.mantova@gmail.com

Sto preparando una serie di articoli sulla storia dei Bonacolsi, tenete d’occhio la pagina Facebook @meravigliaadomicilio.