Dentro la storia delle piccole storie

La frase fatta la dico subito così siamo a posto. Non è il solito corso di storia dell’arte. E non lo è davvero perché per sei lezioni vi porterò dentro la storia delle piccole storie. Tre lezioni teoriche, una valanga di immagini, tre uscite, una degustazione. Che altro?! Continua a leggere “Dentro la storia delle piccole storie”

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L’incredibile tassa sui cappelli

Siamo nella Londra di fine settecento e il governo inglese pone una tassa sui cappelli che andava da 3 penny a 2 scellini a seconda del valore del cappello. L’imposta veniva applicata con tanto di bollo stampato e incollato alla fodera di ogni cappello. La curiosità è che era prevista solo per i cappelli maschili. Chi evadeva le tasse la sanzione era la multa mentre per chi falsificava i bolli addirittura la morte. Nella stessa epoca le tasse prendono di mira altri oggetti: guanti, almanacchi, cipria per capelli, dadi, profumo e carta da parati. Una curiosità. Il termine imposta vi siete mai chiesti da dove deriva? Da un’altra stranissima tassa, quella sulle finestre. Applicata la prima volta nel 1697, venne abolita nel 1851. Ha portato molti residenti a tamponare le finestre di casa o a renderle primi esempi di street art urbana.

Bibliografia: Ben Schott, L’originale miscellanea di Schott, 2011

Manicotti, pellicce e rimedi contro il freddo

Anche il freddo si combatteva con stile. La moda francese-borgognona offriva uno dei capi più in voga del XIV secolo: l’houppelande. Italianizzato pellanda. Era una sopravveste lunga e ampia, in broccato o guarnita di pelliccia, le maniche a sacco o a campana. Utilizzato come abito da cerimonia, la curiosità è che la pellanda è prima di tutto maschile e solo in seguito femminile. Nella Corte si allungava a dismisura con uno strascico da non calpestare. Fuori ornamenti, guarnizioni, frastagliature, gioielli applicati. Dentro la pelliccia. I camini della Corte non erano mai sufficienti. Più avanti l’houppelande si accorcia e viene indossata dai funzionari di corte, su cui campeggia lo stemma di famiglia.

Il manicotto invece è un affare per sole signore? Non da subito. Infatti nella Corte di Borgogna era un prolungamento delle maniche, adottato nel periodo invernale, e utilizzato sia dall’uomo che dalla donna. Per la prima volta documentato come elemento indipendente nel 1590 a Venezia. Poi si diffuse la moda e lo si trova ovunque, tranne in Germania dove comparirà solo nel XVIII secolo. Proibito al popolo, era un privilegio dell’alta società che lo portava fuori e in casa. Gli uomini si toglieranno i manicotti dopo la rivoluzione francese. Curiosità: non era solo la variante dei guanti ma, dato il suo volume, veniva utilizzato per nascondere messaggi, veleni, armi. Una dispensa delle vanità. Infatti nel Novecento fu inventato il manicotto a tasca, pratico perché serviva anche da borsetta.

Bibliografia:  Enciclopedia illustrata della moda, Mondadori

Immagine: Les très riches heures (1412-16)

Le scarpe da corredo nuziale

“Non so che scarpe mettermi!” Frase di oggi e forse nota anche allora perché dai registri di corredi nuziali si rimane sbalorditi dal numero di scarpe e calzature di ogni tipo. Ci finiscono dentro anche le famose pianelle: in pelle morbida o in tessuti pregiati, con applicazione d’oro e d’argento e, nella Serenissima, con tacchi di oltre 50 centimentri Continua a leggere “Le scarpe da corredo nuziale”

Quando i ventagli furono proibiti nella Mantova del Seicento

Grida del 22 settembre 1659. Si vieta l’uso e il porto d’armi lunghe, corte, archibugi, pugnali, stocchi, pistole. Tranne le spade per i gentiluomini. Le proibizioni, specialmente nel periodo di feste, ingegnavano i creativi. Anche in oggetti leziosi come i ventagli.  Continua a leggere “Quando i ventagli furono proibiti nella Mantova del Seicento”

Rovistare tra le piccole storie della moda

Meraviglia a domicilio ha deciso di aprire i cassoni e rovistare negli armadi delle case del Medioevo e del Rinascimento per cercare le storie della moda. Le mani si faranno discrete nel leggere inventari e guardare dentro a bauli e cofani.  Continua a leggere “Rovistare tra le piccole storie della moda”

Rinascimento nel naso. Le stanze di Isabella

Non solo l’immaginazione ma anche il naso può compiere un viaggio nella storia e approdare nel Rinascimento dove ogni cosa era profumata. Stechi et polvere da denti, soluzioni per le mani e il viso. Un mondo dove anche le perle erano odorose.  Continua a leggere “Rinascimento nel naso. Le stanze di Isabella”

Piccole amenità per dame d’altri tempi

La donna nel tempo ha spesso ricercato accessori leggiadri, non frivoli ma capaci di mettere in risalto la sua femminilità. Termine che nei secoli ha modificato la sfumatura del rosa. La moda ha seguito e rincorso le voglie più esigenti. Continua a leggere “Piccole amenità per dame d’altri tempi”

Pomander, piccoli scrigni di profumo

Il profumo oggi è diventato una parola-scatola che contiene boccette, fragranze, essenze che mettono insieme un’intera stanza di marchi. Difficile scegliere un profumo che si abbini con la tua personalità. Ma anche nel Rinascimento era così? Davvero c’era una ricerca così particolare del profumo?  Continua a leggere “Pomander, piccoli scrigni di profumo”

Dalla bottega alla moda. Preziosa storia dell’oro

Quando si pensa alla ricchezza si materializza il luogo comune delle monete d’oro, pesanti, sonanti, robuste. Ma in passato l’oro era cosa delicata, filigranata, che si intrufolava tra le pieghe della modaContinua a leggere “Dalla bottega alla moda. Preziosa storia dell’oro”