Baci e saluti da Mantova

Le cartoline fanno pensare alla vacanza, all’estate, mare o montagna. Per i turisti che invece verranno in città è d’obbligo inviare i classici “baci e saluti” con un’immagine di Mantova. Non darò consigli di gusto, la scelta è ovviamente libera. Riporto però alcune frasi di Memore Pescasio, il papà di Luigi Pescasio.

Sentite cosa scrive e prendete appunti, turisti e non. “Mantova è una città che aiuta a sognare: una città riposante, quasi che una trama di dolce malinconia si sia posata, leggera e profumata come un velo di sposa, sulla città stessa, rimanendo impigliata nelle sue torri, nei canneti del lago. E’ una malinconia che non è tristezza, ma quasi come un sorriso dietro ad una lacrima. […]Un alone di leggenda è nell’aria: par di arretrar negli anni, di camminare a ritroso nel tempo, e si sogna un poco: un sogno poetico e squisito che ti scende come una carezza nel cuore”.

Prendete una cartolina, scegliete un punto dove scrivere e fate sognare con le vostre parole chi non ha ancora visto Mantova. Baci e saluti.

Bibliografia: Memore Pescasio, Aria di Mantova, 1971

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Un mantovano romano di nome Giulio

In preparazione alla grande mostra del 2019 su Giulio Romano ho intenzione di far uscire stravaganti e curiose pillole informative attorno alla sua figura e ai suoi capolavori.

Ogni cosa comincia dalla biografia. Tranquilli, nessuna zuppa lungamente condita con date, dati e fatti da tracciare con la matita blu. Si parte con la descrizione che ne fa Giorgio Vasari, il giornalista (di parte) del Rinascimento italiano.

“Fu Giulio di statura né grande né piccolo, più presto compresso che leggieri di carne, di pel nero, di bella faccia, con occhio nero et allegro, amorevolissimo, costumato in tutte le sue azioni, parco nel mangiare e vago di vestire e vivere onestamente. Fra i molti, anzi infiniti, discepoli di Raffaello da Urbino, de i quali la maggior parte riuscirono valenti, niuno ve n’ebbe che più lo imitasse nella maniera, invenzione, disegno e colorito di Giulio Romano, né chi fra loro fusse di lui più fondato, fiero, sicuro, capriccioso, vario, abondante et universale; per non dire al presente, che egli fu dolcissimo nella conversazione, ioviale, affabile, grazioso e tutto pieno d’ottimi costumi”.

Dopo che si è finito di leggere queste righe meglio ritornare sul ritratto eseguito da Tiziano nel 1536 appena terminato il Palazzo Te. Scrutatene il volto, lo sguardo, cercate le rughe. Parlano.

La storia del gelato a Mantova tra ghiaccio, frutta e Gonzaga

Giovedì 5 luglio per la prima volta a Mantova verrà fatto un tour sulla storia del gelato con alcune incursioni nelle vicende mantovane e gonzaghesche. Gli aneddoti arriveranno fino ai due secoli passati che vedono le invenzioni del cono, della coppetta, dei ghiaccioli, dei primi furgoncini ambulanti fino al primo gelato industriale su stecco.

Dalle neviere romane ai sorbetti arabi e siciliani fino all’invenzione del gelato quasi moderno con la Corte dei Medici. Una storia dalle radici orientali e mediorientali che poi viene rese più barocca e stravagante in Italia con artisti come Ruggeri e Buontalenti. A Firenze avete mai gustato la crema buontalenti? Vi siete chiesti perché ha quel nome?

Zucchero e ghiaccio venivano levigati, scolpiti e trattati come il marmo e il vetro. In mezzo alla tavola fanno la loro spettacolare presenza i magnifici Trionfi o le Spongade come venivano chiamati a Venezia.

Da dove venivano presi il ghiaccio e la frutta? Come arrivavano nel Palazzo Ducale e nei palazzi gonzagheschi di città? Giardini, broli, horti e altre magnifiche costruzioni che creavano un’immagine paradisiaca. Ghiacciaie e giardini dappertutto.

Il tour guidato parte alle ore 21 da La Corte dei Gonzaga (piazza Concordia 17) e si articola tra pit stop in alcune gelaterie e pause culturali di fronte ad alcuni palazzi della città. I gusti sono già stati concordati perché sono allineati con le storie che ho selezionato per voi.

Per info e prenotazioni: rinascimentoacorte@gmail.com | 0376397917 – 3382168653

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Lombardia in bocca. Dentro il dialetto

Domenica mattina. Milano, via Argelati. Scambio di bagole tra madri che devono preparare il pranzo e le prime giovani che affondano le mani nell’acqua del naviglio. Sono immagini cartolina che non ci sono più. L’acqua in città creava professioni che a loro volta formavano gesti, espressioni, modi di dire. Bügandéra ovvero la lavandaia. Significa proprio “colei che fa la bügada”. In altri termini: il bucato. La signora, immaginiamo dai fianchi un po’ generosi, porta la sua cesta di panni sporchi della settimana il riva al canale o al lago. E poi aziona il tasto on della sua lavatrice manuale. Il termine “bucata” si ritrova anche nel Medioevo, passato poi allo spagnolo “bugada” e al francese “bukon” e al tedesco “bauchen”. Cambia la geografia ma non il significato: ammollare nella liscivia. In origine la liscivia, la saponetta del tempo, veniva preparata con le ceneri del legno di faggio. Ecco perché si usa la radice “buk” che corrisponde al protogermanico “faggio”. Dentro al dialetto c’è molta più storia di quello che crediamo.

Bibliografia. A. Badiali, Etimologie mantovane, 1983

Dentro la storia delle piccole storie

La frase fatta la dico subito così siamo a posto. Non è il solito corso di storia dell’arte. E non lo è davvero perché per sei lezioni vi porterò dentro la storia delle piccole storie. Tre lezioni teoriche, una valanga di immagini, tre uscite, una degustazione. Che altro?! Continua a leggere “Dentro la storia delle piccole storie”

Dentro la storia secolare della Gazzetta di Mantova

Qui a Mantova la chiamano la Bagolona e già si capisce l’effetto che fa. Il rumore delle voci si unisce a quella della pagina voltata. E’ talmente punto di riferimento che suona allo stesso modo de “lo hanno detto in televisione”. Una storia di tre secoli e mezzo (per ora).  Continua a leggere “Dentro la storia secolare della Gazzetta di Mantova”

Lettere d’amore tra Gonzaga

Per San Valentino è d’obbligo tingere d’amore anche le storie di Casa Gonzaga, tutte politica e affari. Vi porterò dentro un documento che stupisce per ingenuità e tenerezza.   Continua a leggere “Lettere d’amore tra Gonzaga”

Un giorno e tre matrimoni per i Gonzaga

Il giorno 8 febbraio del 1340 avvenne un evento incredibile che sancisce l’affermazione della famiglia Gonzaga. In un solo giorno dicono il più importante sì ben tre generazioni. Si avvia così la famosa politica dei confetti.  Continua a leggere “Un giorno e tre matrimoni per i Gonzaga”

Con Amore. Storia di una coppia di pane

A ben pensare l’amore si trova in ogni cosa, anche nel pane. Il dialetto è uno strumento trasversale che unisce e divide. Qui a Mantova la chiamiamo la ciopa. E’ il termine che usiamo per indicare una coppia di pane. Perfetto per essere romantici anche solo col pane.  Continua a leggere “Con Amore. Storia di una coppia di pane”

Un percorso d’amore a Mantova

Quante volte camminiamo nella nostra città senza prestare attenzione alle storie silenziose che ci passano a fianco. Come un gioco della settimana enigmistica si possono unire tutti i luoghi che custodiscono storie d’amore dolci e tristi.  Continua a leggere “Un percorso d’amore a Mantova”