Anversa ovvero la Wall Street del Cinquecento

Europa, 1530. Giulio Romano è alle prese con il cantiere di Palazzo Te, Carlo V a Bologna viene incoronato re d’Italia e imperatore dal Papa Clemente VII, Federico II sta progettando il piano per portare Carlo a Mantova. Mentre succede tutto questo Anversa diventa la capitale del commercio e degli affari. Tutto il mondo passava di lì. Una città ricca, cosmopolita, brulicante di banchieri, inventori, uomini d’affari, agenti, geni e truffatori. Con i suoi 100.000 abitanti Anversa esporta merci per circa sei milioni di lire. A suggellare questo primato nel 1531 apre la Borsa. Il carattere di Fiera viene quasi subito a farsi serio e moderno: speculazioni, ricerca di capitali, assicurazioni, speculazioni, azioni e società per azioni. In una sola parola: affari. Una vera Wall Street del Rinascimento. Quattro fiere annuali, manifatture per tingere e rifinire i tessuti inglesi, moltissimi i stenditoi di lana in città, banchieri, magazzini, stamperie e una grande Zecca che ha le dimensioni di un vero e proprio borgo. Fonderie, officine del conio, lavanderia, cantina del vino, giardini, scuderie, le abitazioni dei servi, del maestro di zecca e degli orafi. Anversa è sicuramente uno dei gioielli più preziosi dell’impero di Carlo V. La fine del Cinquecento segna anche la fine delle fortune della città.

Bibliografia. Carlo Quinto, I grandi della Storia, Mondadori 1970

Claudia Conforti, La città del tardo Rinascimento, Laterza 2005 

Immagine. Municipio di Anversa, Wenceslaus Hollar 1648

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Angeli e funamboli. Il primo turco che volò su Piazza San Marco

Venezia è la città che va bene per ogni stato d’anima. Tristezza, malinconia e allegria. In occasione del Carnevale diventa ancora di più centro dello spettacolo e della meraviglia. Ma a Venezia bisogna continuamente porre domande. Perché il volo dell’angelo? da dove deriva questa tradizione? Torniamo indietro fino al Cinquecento. Venne realizzato un evento straordinario. In piazza San Marco avremmo visto una fune tesa che dal molo della Piazzetta arrivava al Campanile di San Marco. Sopra la camminata di un giovane acrobata turco che nella discesa si ferma nella balconata del Palazzo Ducale porgendo un saluto al Doge. Questo evento venne denominato “svolo del Turco” e programmato per i giovedì grasso degli anni successivi. Nel corso degli anni si cambiano i connotati funambolici, si costruiscono macchine spettacolari fino a vestire l’acrobata con un paio di ali. Così nasce il “volo dell’angelo”. Nella metà del Settecento succede la tragedia. L’acrobata cade durante lo spettacolo. Così si decide di sostituire la figura umana con un grande uccello meccanico che distribuiva coriandoli sopra la folla.

Oggi il volo è ritornato umano con un accuratissimo sistema di sicurezza. Si trattiene il fiato e negli occhi un’immagine invidiabile. Piazza San Marco, la folla acclamante, i colori del Carnevale. Prospettiva veneziana.

 

La Mantova criminale tra Cinquecento e Seicento

Nella notte del 28 gennaio 1671 si consumò a Mantova un duro attacco ai Gonzaga: la Cancelleria Ducale viene violata, sfondata la cassa e prelevati i preziosi denari. Il Duca ordina le più severe indagini. Tra ombre, nebbie e misfatti. Si bandiscono Grida.  Continua a leggere “La Mantova criminale tra Cinquecento e Seicento”

Stuzzicadenti d’oro. A tavola con garbo

Si pensa al periodo romano come un’epoca in cui la pulizia e l’igiene personale erano di superficie, un belletto che doveva dare apparenza. Eppure nascono gli stuzzicadenti, strumenti grezzi che diventeranno nel Rinascimento raffinati gioielli per dame. Continua a leggere “Stuzzicadenti d’oro. A tavola con garbo”