Tombe viaggianti nella Mantova di fine Settecento

Le tombe a Mantova hanno avuto tragitti inaspettati che hanno trasportato corpi, storie e devozioni. Da una chiesa all’altra o da una città all’altra. Curioso come quasi sempre ci sia una relazione con Giulio Romano. Emblematico il caso di Matilde di Canossa. Morta nel 1115, probabilmente di gotta, viene seppellita nella Chiesa di San Benedetto nello spazio tra il transetto e la sagrestia. Il suo corpo non c’è più perché nel 1632 per volere di Papa Urbano VIII viene prima trasferita in Castel Sant’Angelo e poi nel 1645 nella Basilica di San Pietro. La sua tomba è stata realizzata dal Bernini.

Gli altri personaggi raccontano di una corsa al collocamento nelle chiese più importanti. Duomo o Sant’Andrea. Alla fine del Settecento alcune chiese di Mantova vengono soppresse o abbattute. Per salvare il prezioso contenuto di opere, pale d’altare e sepolture si decide di trasportare il tutto in altre chiese. Una frammentazione di devozione e tombe di famiglia. E’ il caso di Sant’Andrea che accoglie i monumenti Strozzi (dalla Chiesa di San Domenico), Andreasi (dal Monastero del Carmine), Cantelmi (dal Monastero dalla presentazione di Maria al Tempio). Questi tre monumenti sono stati realizzati da Giulio Romano. Il Duomo, dopo una serie di proposte e alternative, accoglie invece il corpo della Beata Osanna Andreasi che dal 1505 era sepolto nella Chiesa di San Domenico. 

Bibliografia: Giulio Romano, Electa 1989

Immagine: Tomba di Matilde di Canossa (Basilica di San Pietro)

 

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Giulio e gli altri. Dove riposano gli artisti morti a Mantova

1 novembre 1546. Muore a Mantova Giulio Romano. E’ in buona compagnia perché sono altri gli artisti che hanno lasciato nella città dei Gonzaga il loro ultimo segno. La sua tomba, che si trovava nella Chiesa di San Barnaba, ha visto un triste epilogo. Viene profanata e dispersa in occasione dei lavori di rifacimento del 1737. Andrea Mantegna muore il 13 settembre 1506, pochi giorni prima dell’arrivo di Durer. L’artista ha passato a Mantova 46 anni della sua vita. Giovanni Benedetto Castiglione, detto il Grechetto, era un pittore genovese chiamato nel 1651 dai Gonzaga Nevers per recuperare i fasti perduti di inizio secolo. Nel 1664 viene sepolto nel Duomo. Sulla sinistra, rispetto all’ingresso in Battistero, è posta sulla parete un medaglione che riporta questa frase: “rinascerà forse l’arte della pittura, morta con te. Ma dopo di te, o Castiglione, sarà sempre inferiore”. Giustina Fetti, sorella di Domenico Fetti, si trasferisce con lui a Mantova quando venne scelto come pittore di corte. Di professione anche lei era artista. Cambiò il suo nome in Lucrina nel momento dell’ingresso al Monastero di Sant’Orsola. Qui, al servizio di Margherita Gonzaga, divenne un abile ritrattista. Muore nel 1651. James Crichton, per tutti Critonio, fu scienziato, poeta, matematico e uomo diplomatico. Di origine scozzese parlava correttamente almeno dieci lingue ed ebbe la sfortuna di incappare nelle invidie e gelosie di Vincenzo I Gonzaga. Ancora non è chiara la faccenda ma pare che sia stato il duca a ferirlo a morte il 2 luglio del 1582. Il suo corpo riposa nella Chiesa di San Simone.

Immagine: Chiesa di San Barnaba

 

Le tombe dei Gonzaga a Mantova

Vi siete mai chiesti dove si trovano le tombe dei diciotto Gonzaga che hanno coperto quasi quattro secoli di storia? Vi porto tra chiese conosciute, leggende, cripte e misteri. Un tour gratuito che potete fare in autonomia alla ricerca della Mantova NoirContinua a leggere “Le tombe dei Gonzaga a Mantova”

Piazza Sordello. Big Bang of Mantua

Fino all’anno mille il vero cuore di Mantova, piazza Sordello oggi è la piazza più grande dove passi, direzioni e traiettorie prima o poi vanno a finire. Ma prima della famiglia Gonzaga era il nucleo della vita cittadina. Fuori le mura campagna. Dentro il potere.  Continua a leggere “Piazza Sordello. Big Bang of Mantua”