Ferrara la città dei tre castelli

Il Castello di Ferrara nasce come difesa militare non tanto per i possibili attacchi di invasori esterni ma per proteggersi dalla ribellione dei cittadini. Nel maggio del 1385 si registra una forte rivolta popolare dei ferraresi contro gli Este. L’origine di tale ribellione era da collegarsi ad anni di una soffocante pressione fiscale ormai avvertita dai ceti sociali più elevati come una cinghia troppo stretta. La posa della prima pietra avviene nel giorno di San Michele, il 29 settembre, ovvero l’arcangelo che ha cacciato gli angeli ribelli dal paradiso. Non proprio un giorno e un santo qualunque. Il messaggio di Niccolò II era chiaro. Bartolino da Novara dopo una fase di studio e rilevamenti decide di costruire il palazzo sulle fortificazione precedenti risalenti al XIII secolo.

Gli altri castelli invece sono ormai un fantasma. Oggi nella stessa area si trova lo Stadio della Spal. Nell’XI e nel XII secolo Castel Tedaldo era una fortezza composita, una rocca al di qua e una rocca al di là del Po collegate da un ponte di barche. Il nome deriva proprio da Tedaldo di Canossa, nonno di Matilde e conte, tra gli altri, di Ferrara. Gli Estensi gli diedero la forma e funzione di fortezza imprendibile. Lo cita l’Ariosto nel canto XLII dell’Orlando Furioso. E’ dal Seicento che inizia il suo declino. Dapprima raso al suolo per ricostruire una fortezza più a misura della nuova dominazione pontificia. Nel 1805 è Napoleone che in parte lo demolisce. Durante la Restaurazione serve alle truppe prima del papa e poi austriache come alloggio. Furono i ferraresi a demolirlo definitivamente una volta terminate le guerre d’indipendenza. Se ne andava per loro un simbolo di oppressione. Terminava la sua vita un castello che ha attraversato ottocento anni di storia.

Il terzo castello viene denominato Castelnuovo in relazione al Castelvecchio ovvero il Castello di Bartolino da Novara. Venne costruito nel 1428 vicino alla Chiesa di Sant’Agnese, nella parte sud della città. Voluto da Niccolò III un secolo dopo venne parzialmente demolito da Alfonso II e con il terremoto del 1570 se ne perde quasi ogni traccia. Alcune rovine però sono tuttora visibili.

Fotografia: Castello di Ferrara (fonte Wikipedia)

Bibliografia: Ferrara una guida, incentro, 2018

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