Spostarsi tra le delizie. La costellazione dello svago estense

Delizia fa pensare ad un dolce zuccheroso. Così doveva essere l’atmosfera in questi edifici suburbani ed extraurbani costruiti a Ferrara dagli Estensi. Rappresentano la manifestazione dell’abitare nel connubio tra natura e artificio in un luogo di svago, piacere e ispasso. Alcune erano dei semplici casini di caccia e tenute agricole, mentre altre erano delle autentiche regge o palazzi usati come sedi di rappresentanza. I nomi scelti rimandano proprio all’idea del luogo ameno e dell’ozio creativo. Le più antiche sono il Palazzo Schifanoia, Paradiso e quelle scomparse di Belfiore e Belvedere a sud della città. La prima delizia di campagna, costruita nel 1435, fu quella di Belriguardo a Voghiera per volere di Niccolò III. E poi poco distanti, circa 20 km dalla città, la delizia del Verginese e quella di Benvignante. Più vicino alla città c’è il castelletto di Fossadalbero. Qui, probabilmente, è nato l’amore tra Ugo e Parisina. In tutto erano 53 e costituivano una costellazione del piacere degli Este. Tra le altre, più distanti tra i 20 e i 60 km, si ricordano Villa Mensa, Villa Zenzalino, la delizia della Diamantina e il castello di Mesola. Questa è la delizia più remota e l’ultima ad essere costruita, per volere di Alfonso II nel 1578. Ancora vent’anni e tutte le delizie avrebbero mantenuto solo il sapore di un dolce sogno.

Bibliografia: Ferrara una guida, Odòs Libreria Editrice 2018

Immagine: Delizia di Belriguardo, Sala della Vigna

La revisione della Gerusalemme conquistata passò anche per Mantova

Febbraio 1579. La lunga successione di eventi gonzagheschi ferma le lancette sul matrimonio tra Margherita Gonzaga e Alfonso II d’Este, ormai giunto al terzo. E’ in questo periodo che si colloca le reclusione di Torquato Tasso nella prigione di Sant’Anna. Verrà chiuso qui per sette anni dal 1579 al 1586. Il motivo uno scatto d’ira contro la Corte Ducale in occasione del matrimonio di Alfonso. Ma anche in precedenza si possono enumerare molti fatti che accusarono Tasso di comportamento pericoloso, rissoso e con scatti d’ira che gli hanno fatto assaggiare il carcere. Tra l’11 e il 12 marzo il poeta si ritrova già nella cella di Sant’Anna. L’Ospedale venne edificato nel 1445 proprio di fronte alla porta dei Leoni del Castello. Così Girolamo Mercuriale descrive le condizioni cliniche del Tasso: «rodimento d’intestino, con un poco di flusso di sangue; tintinni ne gli orecchi e ne la testa, […] imaginazione continua di varie cose, e tutte spiacevoli: la qual mi perturba in modo ch’io non posso applicar la mente a gli studi per un sestodecimo d’ora». Si dice anche se sentisse gli oggetti inanimati parlare. Ma queste sofferenze non lo portano ad essere «inetto al comporre». Qui il Tasso infatti continuerà a scrivere fino al 1586 anno in cui venne affidato a Vincenzo Gonzaga. Secondo il Duca Alfonso doveva rimanere un paio di mesi e invece non fece più ritorno a Ferrara. Mantova si trattò solo di una fermata temporanea perché il timore della pressione di Alfonso portarono il Tasso a scappare verso altre città. Bologna, Bergamo, Roma, Loreto, Avellino, Napoli. In questi anni, dal 1582 al 1593, si colloca la lunga gestazione della Gerusalemme conquistata ovvero la riscrittura riveduta e corretta della Gerusalemme liberata appena terminata nel 1581. Nel 1591 ritorna a Mantova e proprio qui, in una stanza del Palazzo Ducale, il poeta è alle prese proprio con la revisione dell’opera. La Loggia del Tasso, nell’Appartamento Grande di Castello, rievoca la sua residenza ma senza un fondo di verità. Aspettiamo uno studio più approfondito che possa individuare la stanza affollata dai suoi pensieri.

Bibliografia: http://www.ferraranascosta.it 

Immagine: Testo autografo della Gerusalemme conquistata

Mangiare a cavallo. Il primo tavolo da pic-nic

Anche quando il principe va in guerra si porta appresso le comodità della Corte, tra amenità e piaceri. Giovanni battista Rossetti, scalco della corte di Ferrara, prepara l’occorrente per Alfonso II. Comodità anche fuori dal Palazzo.  Continua a leggere “Mangiare a cavallo. Il primo tavolo da pic-nic”