La duchessa che cambiò la moda milanese

Beatrice era sorella di Alfonso I e Isabella d’Este. Il 17 gennaio 1491, per volere della strategia del padre Ercole I, si unì in matrimonio con Ludovico Sforza di fatto signore di Milano. L’arrivo della giovanissima sposa appena quindicenne portò un fermento in città soprattutto nel campo della moda. Possedeva 84 abiti solo nel castello di caccia Vigevano. Inventò anche una nuova tipologia di decorazione per le vesti ovvero abiti a righe verticali decorati a profusione di nastrini sulle maniche. Una tradizione ferrarese portata nella Milano degli Sforza. Da Napoli invece importò la moda di raccogliere i capelli in una lunga treccia posticcia chiamata coazzone. Tutti questi dettagli accendevano la rivalità con la sorella Isabella. Così dice un personaggio del Cortegiano: “pesami ancora che tutti non abbiate conosciuto la duchessa Beatrice di Milano […] per non aver mai più a maravigliarvi di ingegno di donna”. Parola di Castiglione.

Immagine: Pala Sforzesca, particolare

Bibliografia: Riccardo Rimondi, Estensi, Edizioni Ferrara Souvenir, 2016

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Rinascimento bizzarro. La moda trasforma l’uomo in un salmone

Ratisbona, 1485. Si dispone che una donna della borghesia debba avere un certo guardaroba. Ecco la lista del corredo minimo: “otto vestiti, sei mantelli lunghi, tre vestiti da ballo, una veste di rappresentanza con tre paia di maniche in velluto, damasco o altre sete, un diadema, tre veli, un gilet di perle, una catena d’oro con ciondolo, un collier, tre o quattro rosari, tre cinture di seta e d’oro”. Si indossa e si beve per far durare la bellezza il più a lungo possibile.

Anche per gli uomini la moda significava colori e forti accostamenti, probabilmente anche più di quello delle donne. Lo storico Friedell ironizza su un uomo trasformato in salmone, tacchino, salamandra e uccello del Paradiso. A quale scopo? Lo spiega così: “le parures e gli abiti dei maschi invitano la femmina all’amore, proprio come succede per gli animali”.

Così avveniva nel Nord dell’Europa. La moda, come in una favola, trasforma l’uomo e la donna in bizzarri esseri colorati che anelano al potere.

 

Bibliografia. Carlo Quinto, 1970, Mondadori

Immagine. Carlo V d’Arburgo, ritratto da Jakob Seissenegger (1532)

Matrimoni a Corte. Perché era conveniente essere invitati

Matrimoni, battesimi, feste, banchetti e perfino onoranze funebri. Che cosa avevano in comune? La Corte poteva, come il pavone più colorato e vanitoso, mostrare tutta la ruota dei suoi colori. Cose di famiglia. Quali migliori occasioni, nel bene e nel male, mettere in scena tutto lo spettacolo di vesti, ricchezza, maniere e buon cibo. Le etichette andavano manifestate. In tutti questi eventi era doveroso essere presenti per esibire il proprio ruolo sociale e ascoltare gli ultimi pettegolezzi in fatto di moda, guerra, politica e amore. In fondo erano un po’ la stessa cosa. I grandi banchetti ad esempio si concludevano con la distribuzione di oggetti preziosi attraverso una sorte di moderna lotteria. Non era raro tornarsene a casa con una collana di perle o una veste preziosa. Ancora meglio nella Milano del Trecento quando per le nozze di Galeazzo I Visconti e Beatrice d’Este venne fatto dono agli invitati ben 1.000 vesti di seta d’oro e di panno paonazzo. Non male!

Bibliografia: Maria Giuseppina Muzzarelli, Guardaroba Medievale, il Mulino, 1999 

Immagine: matrimonio tra Vincenzo I ed Eleonora de’ Medici

Rovistare tra le piccole storie della moda

Meraviglia a domicilio ha deciso di aprire i cassoni e rovistare negli armadi delle case del Medioevo e del Rinascimento per cercare le storie della moda. Le mani si faranno discrete nel leggere inventari e guardare dentro a bauli e cofani.  Continua a leggere “Rovistare tra le piccole storie della moda”

Rinascimento nel naso. Le stanze di Isabella

Non solo l’immaginazione ma anche il naso può compiere un viaggio nella storia e approdare nel Rinascimento dove ogni cosa era profumata. Stechi et polvere da denti, soluzioni per le mani e il viso. Un mondo dove anche le perle erano odorose.  Continua a leggere “Rinascimento nel naso. Le stanze di Isabella”

Le donne di Firenze, le più belle! Dal Duecento una storia di scollature

Si dice Medioevo e si traduce per la donna in una moda monastica e di copertura totale del corpo in cui solo gli occhi diventano lo specchio dell’anima. Nel Duecento la smentita che fece scalpore: a Firenze le donne mostrano le poppe al vento! Continua a leggere “Le donne di Firenze, le più belle! Dal Duecento una storia di scollature”