Dentro la storia delle piccole storie

La frase fatta la dico subito così siamo a posto. Non è il solito corso di storia dell’arte. E non lo è davvero perché per sei lezioni vi porterò dentro la storia delle piccole storie. Tre lezioni teoriche, una valanga di immagini, tre uscite, una degustazione. Che altro?! Continua a leggere “Dentro la storia delle piccole storie”

Annunci

Con Amore. Storia di una coppia di pane

A ben pensare l’amore si trova in ogni cosa, anche nel pane. Il dialetto è uno strumento trasversale che unisce e divide. Qui a Mantova la chiamiamo la ciopa. E’ il termine che usiamo per indicare una coppia di pane. Perfetto per essere romantici anche solo col pane.  Continua a leggere “Con Amore. Storia di una coppia di pane”

Una cena di prima classe sul Titanic

Vi siete mai chiesti come e cosa si mangiava a bordo del Titanic? Con questo articolo vi porto sulla tavola del Transatlantico più famoso della storia e faremo anche un passaggio nei depositi delle cucine.

Continua a leggere “Una cena di prima classe sul Titanic”

Storie unte di osteria nella Mantova dei Gonzaga

Per i turisti del Rinascimento, come quelli di oggi, una tappa fondamentale nella visita di una città è senza dubbio il locale tipico che propone la cucina tradizionale, dove sentiamo un po’ il profumo e l’accoglienza di casa. Dove si andava nella Mantova dei Gonzaga?   Continua a leggere “Storie unte di osteria nella Mantova dei Gonzaga”

Profumo d’autunno a Mantova

L’Autunno è la stagione migliore per vivere Mantova perché la si può comprendere davvero, guardandole il cuore avvolto solo da uno strato di nebbia. L’abbraccio dei laghi le conferisce un aspetto quasi onirico di città galleggiante. Con l’arrivo della nebbia le torri e le architetture giocano a nascondersi mozzandosi la punta. Fa freddo ma quel giusto per cercare un’osteria e portarsi dentro lo stomaco un po’ di tradizione secolare. Ci sono alcune vie che odorano di stracotto e trascinano nasi, passi e cappotti. Tortelli di zucca e sorbir d’agnoli sono primi da tegame rustico o da scodella. Necessaria una fermata sui vini per annusare la vendemmia appena spremuta. Angoli, stradine, scorciatoie, budelli che mettono in comunicazione e che fanno sentire smarriti. Il più autunnale da vivere con la nebbia e di sera è vicolo Bonocalsi. Cercatelo! Tranquilli perché poi si finisce sempre in una piazza. Tante, diverse, piccole, grandi. A forza di perdersi ci si ritrova subito dopo. L’autunno è la stagione perfetta per vivere Mantova come un sogno.

Pacchetti ed esperienze realizzabili su misura. Per gruppi classici, piccoli gruppi e per la coppia. Per info: valorizzazione.mantova@gmail.com – 3382168653

Rinascimentour. Il tour delle Corti italiane in 9 piatti

I tour possono essere stancanti e spesso c’è solo un ritaglio di tempo per una merendina, un panino già sentito e un sorso per dissetarsi. Vi propongo invece un Rinascimentour stando comodamente seduti a tavola. Buffet di menù verticale, così buono da non voler più alzarsi dalla sedia. Perché in fondo ogni piatto ha la sua storia e la sua politicaContinua a leggere “Rinascimentour. Il tour delle Corti italiane in 9 piatti”

Lancerio sommelier nel Rinascimento

Che vino si beveva nel Rinascimento? Quale scelta poteva fare il Principe che scendeva nelle cantine di Corte? Vi racconterò della figura del bottigliere e della prima guida enologica italiana a cura di Lancerio.  Continua a leggere “Lancerio sommelier nel Rinascimento”

Dentro il piatto. Mangiare facendo storie

C’è caldo e usciti dal lavoro non avete idea di che cosa preparare per cena? C’è una soluzione che unisce l’utile al dilettevole. Raggiungete il centro storico di Mantova ed entrate in una sala da banchetti allestita come nel Rinascimento e mettetevi comodi!  Continua a leggere “Dentro il piatto. Mangiare facendo storie”

Il pesce nel Rinascimento. Ricette e doni di lusso

I giorni di magro nel Rinascimento erano circa 150. Carne e pesce si spartiscono in parti uguali la presenza sulla tavola. Le liturgie della Chiesa influenzano i rituali del banchetto. Basti pensare alla natura simbolica del pesce: freddo, umido, acquatico ovvero protezione contro il fuoco che avvampa le carni del Principe. Quali pesci si trovavano sulla tavola? Gli stessi di oggi. Luccio, tinca, carpe, anguille, storione, molluschi e crostacei. Mantova vantava il fatto di essere isola al centro di un pescato a km zero o del vicino Garda. Il famoso carpione, cucinato in “salamoja di aqua et aceto” e con l’aggiunta del timo selvatico, era una vera specialità del tempo. Tanto da meritare in seguito l’appellativo di un piatto conosciuto ancora oggi. I Gonzaga donano carpioni come se fosse un oggetto di lusso. Francesco II nel 1515 ne manda quasi mille al Papa e ai suoi diversi funzionari. Pesci d’acqua dolce ma anche di mare. Iacopo Malatesta, ambasciatore del duca di Mantova a Venezia, scriveva del prezzo alto dei tonni. E gli astici, leccornia di oggi come allora. Parla di molecche, prelibatezza veneziana. Anche le ostreghe avevano la stessa funzione dei carpioni. Tiziano nel gennaio del 1530 ne dona 200 al marchese Federico II. Costo dell’epoca: 1 soldo l’una. Ma Isabella d’Este li batte tutti in quanto generosità. Ne invia ben mille alla marchesa di Monferrato. Ai palati raffinati era gradito anche il caviaro di storione o, come venivano chiamate, le vuova di sturione. Non vi resta che scegliere un tipo di pesce e cucinarlo, magari riscoprendo una ricetta tipica. Che ne dite del Luccio alla rivaltese?

Bibliografia: Giancarlo Malacarne, Il trionfo del gusto.

Il finale di banchetto: lotteria, cotillons e si ricomincia

Dopo aver trascorso cinque ore dall’inizio del banchetto rinascimentale si è giunti alla parte conclusiva. Un ultimo momento di piccoli spettacoli per accompagnare la digestione e le ultime vivande: non solo dolci. Le sorprese per gli ospiti non sono finite.
Continua a leggere “Il finale di banchetto: lotteria, cotillons e si ricomincia”