Barbara cuore di mamma

Goito, venerdì 12 giugno 1478. Il marchese Ludovico II Gonzaga muore di peste nella sua villa dopo un mese di dolori ai fianchi e febbre alta. Si era rifugiato in una delle sue ville per scappare al contagio. La fortuna non l’ha premiato. Barbara di Brandeburgo è nel Castello e una volta appresa la triste notizia prende le decisioni di una donna forte, coraggiosa e tedesca. Le sorti di Mantova non finivano certo con Ludovico. C’era da sistemare la lunga sequela di figli e figlie. Oltretutto il marito non aveva lasciato testamento e lei, cuore di mamma, pensa che tra i figli non ci dovranno essere discordie. Così sarà lei a decidere le sorti per tutti. Barbara convoca tutti i figli e afferma che Ludovico le aveva detto a voce le sue ultime volontà ovvero che il territorio venisse spartito tra i tre figli laici maschi. Così inizia il dispiegarsi dei rami cadetti della famiglia.  La mossa politica non sarebbe certamente piaciuta a Ludovico ma si sa che la mamma è sempre la mamma. Oggi come nel Rinascimento. Non è un caso che la figura di Barbara nella Camera degli Sposi occupi il centro della parete nella scena della Corte come il fulcro di una costellazione di storie. Andrea Mantegna già lo sapeva.

Immagine: Barbara di Brandeburgo (fonte Wikipedia)

Fonte: Edgarda Ferri, La casa di Barbara, Tre lune edizioni, 2015

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