AI tempi di Giulio Romano si leggeva l’Orlando Furioso

Ferrara 1526. Ludovico Ariosto a 52 anni trasloca nella sua nuova dimora che oggi si trova in via Ariosto 67. A quel tempo la contrada si chiamava Mirasole per la densità di verde presente in quella zona. Si tratta di una palazzina a due piani che fece ristrutturare dall’architetto Girolamo da Carpi. Sulla facciata si legge un’iscrizione che recita: parva, sed apta mihi, sed nulli obnoxia, sed non sordida, parta meo, sed tamen aere domus. Ovvero la casa è piccola ma adatta a me. E’ del precedente proprietario ma Ludovico l’ha mantenuta. Ai lati dell’ingresso due sedute per l’attesa degli ospiti. Proprio come dei clientes romani. Ludovico nel 1532 accompagna il duca Alfonso a Mantova che vuole cogliere l’occasione d’oro per poter parlare con Carlo V e potergli vendere i suoi famosi cannoni. Il luogo dell’incontro è Palazzo Te. Per Carlo è la seconda volta. Chissà Ludovico dove si sarà seduto al banchetto, se avrà scambiato qualche parere con Giulio Romano e quanti elogi avrà raccolto per il suo Orlando Furioso. Il testo viene pubblicato la prima volta a Ferrara nel 1516. Nello stesso anno Giulio è a Roma, ancora allievo di Raffaello e alle prese con le Stanze Vaticane, in particolare la Stanza dell’incendio di Borgo.

Nel 1532 al rientro a Ferrara Ludovico si ammala e morì dopo alcuni mesi di malattia. Il suo monumento funebre si trova a Palazzo Paradiso ed è opera dello scultore mantovano Alessandro Nani. Mantova era nel destino di Ludovico.

Fotografia: Casa di Ludovico Ariosto 

Bibliografia: Ferrara una guida, incentro, 2018

Casa_dell'ariosto

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