Vincenzo il collezionista geloso

Vincenzo I è il Gonzaga che più di ogni altro ha accumulato opere d’arte, curiosità e rarità tra le innumerevoli stanze del Palazzo Ducale. A differenza del padre, dove l’arte era strumento politico di racconto, Vincenzo acquista per bramosia, voglia, potere. Per esaltarsi considerando la sua collezione come unica al mondo. Maria Bellonci usa l’espressione “affettuosa frenesia”. Non a casa il suo ritratto, eseguito dal Pourbus, campeggiava in posizione evidente nella Galleria della Mostra. Oltre al fiammingo può vantare a Corte la presenza di Rubens e di Viani, costruttori del suo olimpo di meraviglie. Vincenzo compra, sposta, spende e spande. Era anche molto geloso della sua collezione. A tre giovani tedeschi che visitano il Palazzo nel 1599 non è permesso entrare nella Grotta di Isabella. Così scrivono: “c’è pure un altro tesoro di quel duca, la Grotta, dove fra le altre cose spicca un corno d’unicorno di smisurata grandezza, ma non ci fu possibile vederlo per l’assenza del duca, che tiene la chiave presso di sé”.

Così disponeva Vincenzo. Alcuni luoghi erano inaccessibili e la chiave per entrarvi la teneva solamente lui. A differenza del figlio Ferdinando, illuminato collezionista, che affiderà la gestione di quel tesoro a Giulio Campagna, guardarobiere maggiore.

Firma_Vincenzo_I_Gonzaga

Firma di Vincenzo I Gonzaga

Immagine: Vincenzo Gonzaga, ritratto di Pourbus

Bibliografia: Raffaella Morselli, Le collezioni Gonzaga, Silvana Editoriale, 2000.  

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