Lettere d’amore tra Gonzaga

Per San Valentino è d’obbligo tingere d’amore anche le storie di Casa Gonzaga, tutte politica e affari. Vi porterò dentro un documento che stupisce per ingenuità e tenerezza.  

Ebbene sì, parliamo di cuore. Veniva usato anche nel Rinascimento per le raffigurazioni amorose perché lo si riteneva una parte fondamentale e custode della vita. Ecco perché gli innamorati uniscono i loro cuori, lo donano l’uno all’altro. Molto spesso nei documenti oltre al cuore rosso e gonfio come una fragola, ci sono frecce che lo trafiggono oppure fiamme rosse che ne scaldano la passione. Il documento in questione è la lettera che nel 1511 Eleonora Brognina, dama di corte di Isabella d’Este, scrive a Federico II Gonzaga. Lei ha 13 anni e lui 11. Una vera lettera tra fidanzatini. Viene descritto l’incontro tra due promessi sposi (non loro) in un modo davvero delicatissimo. Su una sola pagina testo e in basso una rappresentazione. I due sposi, vestiti in abiti di festa, sono uno di fronte all’altro. Le guance rosse, tutti  e due “rosi como focho”, e sopra di loro due cuori trafitti da una freccia e più sopra gli occhi grondanti che versano lacrime. Forse guarderemo con occhi diversi i cuori con le frecce che troviamo la prossima volta alla fermata dell’autobus o sul muro di una via. Così lontani eppure così vicini ai Gonzaga.

Bibliografia: Doni d’amore. Donne e rituali nel Rinascimento

Immagine: Coppa abborchiata, 1530-40 – manifattura di Gubbio

Il documento è conservato all’Archivio di Stato di Mantova. Reca la data 20 febbraio 1511. Per motivi di autorizzazione non ho potuto caricare l’immagine.

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