Una cena di prima classe sul Titanic

Vi siete mai chiesti come e cosa si mangiava a bordo del Titanic? Con questo articolo vi porto sulla tavola del Transatlantico più famoso della storia e faremo anche un passaggio nei depositi delle cucine.

Il Titanic rappresentava la più grande e lussuosa imbarcazione di quel tempo. Realizzato presso i cantieri Harland and Wolff di Belfast, il Titanic non era figlio unico e aveva due gemelli: Olympic e Britannic. Vi voglio portare nel magnifico salone che avete ammirato anche nel film dove è stata servita la cena nella fatidica notte tra il 14 e il 15 aprile del 1912. Questo il menù che è stato servito: Hors d’oeuvre Variés, Ostriche, Consommé Olga, Crema d’orzo, Salmone, Salsa Mousseline, Cetrioli, Filet Mignon Lili, Sauté di pollo, Lyonnaise, Zucca farcita, Agnello, Salsa di menta, Anatra arrosto, Salsa di mela, Bistecche di manzo, Patate Chateau, Piselli, Crema di carote, Riso bollito, Parmentier e Patate novelle, Punch Romaine, Arrosto di piccione & Crescione, Asparagi freddi alla Vinaigrette, Paté de Foie Gras, Sedano, Pudding Waldorf, Pesche in Gelatina alla Chartreuse, Eclairs di Cioccolato e Vaniglia, Gelato Francese. Il tutto accompagnato dalla musica dell’orchestra… Un vero elogio della cucina che reggerebbe il confronto con un banchetto rinascimentale di Corte.

Mentre le cucine preparano i piatti le mani robuste tirano e spostano sacchi pieni di prodotti. Quali e quante erano le provviste sul Titanic? Alcuni numeri. 200 barili di farina, 1.710 litri di gelato, 7.000 cespi di lattuga, 3,405 kg di prosciutti, 40 tonnellate di patate, 11,350 kg di pollame e selvaggina, 1.135 kg di salsiccia, 1.500 bottiglie di vino, 20.000 di birra e 15.000 di acqua, 4.994 kg di pesce, 800 mazzi di asparagi freschi, 40.000 uova. Per finire 29.000 articoli di cristalleria, 44.000 posate, 57.600 stoviglie e 8.000 sigari.

Magari verrà riproposto anche sul Titanic II ovvero il transatlantico che verrà lanciato proprio nel 2018 e che riprende le forme, dimensioni e arredamenti del primo. Meglio non partire almeno in aprile…

Bibliografia: Ben Schott, L’originale miscellanea di Schott

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