Mantova diffusa. Il marketing malgrado tutto

Se qualcuno pensa che Mantova sia solo a Mantova si sta sbagliando. Questa è una città che involontariamente ha costruito un marketing basato sulla diffusione del proprio nome. Breve storia tra il sacro, il profano e l’artistico. La Chiesa di Sant’Andrea è la meravigliosa custodia del Preziosissimo Sangue di Cristo, la reliquia portata a Mantova da Longino, nascosta, silenziosa per secoli e che ha cambiato le sorti e la storia della città. Il terriccio imbevuto del sangue di Cristo e un pezzo della spugna. Due frammenti che hanno trovato dimora nei Sacri Vasi creati da Benvenuto Cellini. Sarà per un’altra volta la storia del trafugamento e delle copie. La reliquia fin dai primissimi tempi venne frammentata come dono politico e religioso. Papa Leone III fu il primo, venuto a Mantova per verificare l’evento del ritrovamento dell’anno 804. La prima particella fu portata a Carlo Magno e poi trovò posto nella Sainte Chapelle. Poi fu la volta di Papa Leone IX che la collocò nel sacrario della Scala Santa a Roma. Nel 1055 un altro frammento fu affidato all’imperatore Enrico III per il Monastero di Weingarten, ancora oggi città gemellata con Mantova. Ancora oggi, memori di questo sodalizio, si celebra la reliquia con la cosiddetta “Cavalcata del Sangue”. Una porzione-sicurezza fu spostata dai Gonzaga nella Basilica di Santa Barbara all’interno di Palazzo Ducale. Altre sono le storie di spartizioni silenziose, affidate ad altre famiglie e alla devozione privata.

Il Sacco di Mantova del 1630 è un evento che ancora segna il Palazzo e i mantovani. Una tra le più grandi gallerie d’arte d’Europa asportata dai lanzichenecchi guidati dal generale Von Aldringen. Più di duecento carri lasciarono Mantova carichi di opere d’arte. Il resto fu distrutto, venduto con aste improvvisate, comperato dalle mani fameliche di famiglie “amiche”. La fine del prestigio dei Gonzaga segna l’inizio di una diffusione lenta ma inesorabile. Oggi non c’è museo che non abbia un’opera di quella Celeste Galeria. Lascio  a voi il gioco della conta. Ogni frammento si porta dietro il nome dei Gonzaga e quello di Mantova. Marketing diffuso, malgrado tutto.

Bibliografia: R. Brunelli, Una chiesa – una città. Sant’Andrea in Mantova

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