Lancerio sommelier nel Rinascimento

Che vino si beveva nel Rinascimento? Quale scelta poteva fare il Principe che scendeva nelle cantine di Corte? Vi racconterò della figura del bottigliere e della prima guida enologica italiana a cura di Lancerio. 

Il bottigliere “deve essere esperto di vini, pulito e dal viso allegro e rubicondo”. Nell’arte del consigliare il vino primeggiava Sante Lancerio, bottigliere personale di Paolo III Farnese, un Papa che viaggiò molto e che si diede alla scoperta dei sapori terreni della cucina. Chissà quante decisioni avrà preso mentre teneva tra le mani un bicchiere di vino. Soprattutto quando scomunicò Enrico VIII… Il sommelier oggi è quasi un trapezista che articola e crea parole per darci in lettere il sapore del vino. All’epoca Lancerio utilizza parole come tondo, grasso, asciutto, fumoso, possente per definire il gusto. Per il colore invece incerato, carico, verdeggiante, dorato. Ma quali erano le etichette più apprezzate dal Papa? Molto considerato era il Malvagia della Candia ma che non sia fumosa né matrosa ossia non alcolica e senza deposito. Bevuto anche il Moscatello (per osti e imbriaconi) ma di colore dorato, amabile e dal sapore di mele cotogne. Il Greco di San Gimignano era il migliore. Il Mangiaguerra di Napoli era “ideale per incitare la lussuria delle cortigiane”. Dalla Calabria il vino Chiariello e il Centula. Il vino Corso e il vino di Giglio tradiscono già la loro provenienza. Apprezzato anche il vino della riviera ligure, soprattutto quello prodotto a Monterosso. Il peggiore? Quello di Spagna. Fumoso, possente e diluito con gesso. Il Papa, scrive Lancerio, “non volse mai bere per niente”. Il più curioso? Il vino nominato Lagrima perché “nel vendemmiare, quando l’uva è ben  matura, sempre geme””. Poesia di-vina. Il più a chilometro zero? Il vino della Magliana. Ma a dispetto del nome i vitigni provengono da più province. Lancerio scriveva un appunto quando il vino piaceva molto al Papa: “di questa bevanda gustava molto S. S. e faceva onore al luogo”.

Bibliografia: Pierluigi Ridolfi, Rinascimento a Tavola, Donzelli Editore, 2015. 

In occasione della serata del 2o luglio 2017 il menù sarà accompagnato dai vini del territorio e da una sorpresa che vi delizierà. Un vitigno storico che ci racconta del matrimonio tra Federico II Gonzaga e Margherita Paleologa. Avete già intuito?

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