La fantastica storia della famiglia Gonsalus

Prodigi, fantasticherie, collezioni di rarità. Il Rinascimento non conserva solo il bello. Le Corti italiane ed europee avviano una “guerra del brutto” a colpi di originalità tra naturalia ed artificialia. Senza dimenticare che tutto è mosso dai sentimenti, ambizione desiderio, fama e un pizzico di cuore. 

Dietro il dipinto su tela di Lavinia Fontana si nasconde una storia di prodigi e di sentimenti. Andiamo con ordine. La famiglia Gonzaga da sempre è stata famelica verso l’arte, il collezionismo e la rarità. Nell’inventario stilato da Ferdinando nel 1626-27 figurano “nove quadertini d’asse dipintovi nove teste d’aritrati, in uno una donna pelosa”. Il ritratto è appartenuto dapprima a Vincenzo I. Non è da escludere che abbia acquistato il ritratto di donna pelosa a Monaco realizzato da Hoefnagel. Secondo la storica Raffaella Morselli si tratta di un’ipotesi remota. E’ un’altra la storia dietro a questo ritratto, che riconduce proprio a Lavinia Fontana. Prima bisogna indagare sulla famiglia Gonsalus ossia da dove proviene il prodigio. Negli ultimi decenni del Cinquecento attorno a questa famiglia si crea molto interesse soprattutto come caso clinico e di studio. Ci immaginiamo i tour del padre famiglia Petrus in giro per gabinetti, salotti e corti europee come attrazione vivente. In effetti la rara patologia prende il nome di Hypertrichosis universalis congenita che fa ricoprire la pelle di una forte peluria soprattutto sul volto. Petrus, nativo delle Canarie, fu condotto poi alla corte francese di Enrico II. Venne educato alle buone maniere e alle lettere ed esibito come meraviglia esotica. Poi passò alla corte fiamminga di Margherita d’Austria e da lì il passo fu breve verso Ambras, la casa delle meraviglie dell’arciduca Ferdinando II. Nel 1583 i Gonsalus si trasferirono a Parma al seguito di Margherita e portano tutto il loro carico di bizzarria. Nella corte parmense i figli furono visitati e presentarono le stesse patologie. Anche qui immaginiamo le innumerevoli richieste di pittori, medici, scienziati, curiosi per far visita ai Gonsalus. Tra i documenti si cita anche Ulisse Aldrovandi quando la famiglia giunse a Bologna al seguito della marchesa di Soragna. E qui entra in gioco Lavinia Fontana che molto probabilmente fece il ritratto a Tognina, una delle figlie di Petrus. Il cartiglio che regge in mano la bambina è da leggere ai raggi U. V. “Io Antonietta, et hora mi trovo presso la sig. ra Donna Isabella Pallavicina sig. a Marchesa”. L’ultima letta che si legge è proprio Soragna. Per il resto aguzzate la vista. Buona visione.

Bibliografia: La Celeste Galeria, catalogo Skira. 

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...