Rinascimento oscuro. Veleni, antidoti e farmacie

Il Rinascimento è sinonimo di bellezza. Ma nasconde il lato oscuro di complotti, inganni, cospirazioni che molto spesso si realizzavano in preparati velenosi che il malcapitato ingeriva a sua insaputa (o quasi). Antidoti e intrugli venivano creati a corte oppure acquistati nelle farmacie della città. A Mantova era famosa quella dei Groppelli. 

Per chi ci crede e per chi non ci crede. Shakespeare. Romeo si sarebbe recato a Mantova per acquistare il veleno da uno speziale situato in una generica via della città, non specificando altro. Romeo compra “un grammo di veleno, ma che sia roba sbrigativa, da stender morto appena si diffonde nelle vene”. Roba forte. Quella farmacia, secondo lo storico Renzo Dall’Ara, si troverebbe nella “casa ad angolo tra via Chiassi e via dei Cani con la scritta sull’architrave a testimoniare l’antica presenza del Collegio degli Speziali”. Se ci avviciniamo infatti si può leggere Pharmacopoeorum  Collegii. Proprio qui dunque aveva casa e bottega lo speziale dove si recò Romeo. Ovviamente storia, letteratura e immaginazione si confondono ma la scritta rende tutto ancora più affascinante.  Vi consiglio una visita per osservare più da vicino. Oggi l’edificio è chiuso e inaccessibile. Nel Rinascimento, tra alambicchi e giuste proporzioni, si creavano preparati utilizzando soprattutto arsenico, cianuro, cicuta, aconite e belladonna. Il più potente era l’aconite, una pianta da cui si estrae il pericoloso principio attivo. Non si conosce tuttora l’antidoto. La belladonna, dal nome suadente e ingannevole, rimane il più utilizzato. Nell’antica Roma e nel Rinascimento veniva usato dalle donne per rendere più colorito il viso e più dilatate le pupille. Nome nomen insomma. La differenza stava tutta nel dosaggio. Poche gocce per rilassarsi, di più per morire. L’altra faccia del veleno è l’antidoto. Non tutti provvisti, alcuni venivano creati ad hoc dagli speziali mettendo in pratica tutto il loro sapere. Vicino al Ponte di Rialto si trova un’antica farmacia che è tuttora segnalata con una testa d’oro. Da 400 anni rappresenta l’insegna della Spezieria “Alla testa d’oro”. Qui dal 1603 si produceva la migliore Theriaca di Venezia, un preparato considerato portentoso per curare tutti i mali. Thériakè in greco significa proprio “antidoto”. Dall’origine antichissima veniva preparata dagli antichi romani che, a loro volta, molto probabilmente la ripresero dall’antidoto universale di Mitridate. Veniva utilizzato come antidoto contro i veleni ed erano composte da: carne essiccata di vipera, valeriana, oppio, pepe, zafferano, mirra, malvasia, polvere di mummia, centaura minore, genziana, incenso, timo, tarassaco, succo d’acacia, potentilla… eccetera. Continua ancora per qualche riga. A dimostrazione della difficoltà di preparazione. A Mantova si ricordano la Farmacia dei Groppelli “Alla Cervetta” in piazza Erbe e la Farmacia Sirena nell’antica via San Silvestro oggi via Roma. Qui venne a rifugiarsi Critonio ferito a morte. Anche qui molto probabilmente i Gonzaga venivano a rifornirsi di preparati, veleni e antidoti. L’altra faccia del Rinascimento.

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