Street food nella Mantova di un secolo fa

Per le strade della Mantova tra Ottocento e Novecento il naso era in preda a itinerari difficili da seguire. Pentagrammi di odori che si mescolavano in chiave lombarda. La tradizione era ambulante. Piccolo viaggio di un naso curioso. 

Vecchi mestieri che non esistono più: sono quasi tutte scomparse quelle figure da carillon che vendevano leccornie da consumare mentre si camminava. Oggi lo street food sta ritornando con tutta la sua prepotenza unta, alcune startup credono ai valori della tradizione e li ripresentano in chiave hi-tec. Oggi uno dei pochi tratti odorosi rimane l’angolo tra via Giustiziati e piazza Concordia, un robusto stracotto pretende di essere annusato a pieni polmoni. Una volta tutta una batteria di calderoni, fornelli, mastelli, catini e altri trabiccoli costruivano sul ciglio della strada il loro speciale angolo di gusto. C’era il caldarrostaio: da mangiare al cartoccio, da tenere tra le mani fredde come un piccolo camino. Bei marroni si gridava! Ogni cibo era accompagnato da un vociare dialettale. Anche secche non erano male: si richiedeva una maggiore masticazione. Da qui il nome di straccadenti. Versione torta, il castagnaccio o patona che dir si voglia. Il centro storico era una perfetta e disordinata scacchiera: ad ogni angolo il suo pezzo. Altro mestiere d’altri tempi era il peracottaio. Le pere venivano cotte in un secchio di rame che si portava in spalla o tenuto con le bretelle. Si vendevano con sopra uno spruzzo di zucchero. Forse non presente a Mantova era il poliparo: magari si vendeva la psina (pesce di piccolissimo taglio) o le lumache di lago. Sicuramente avremmo visto il venditore di rane con un bastone bilanciando in spalla sui due lati i cesti con le rane cotte o fritte. Continua il tour con la zucca arrostita o fritta e le polenta abbrustolita. Quello che si sembra oggi una novità allora era consuetudine: la pasta di strada. I maccaronari servivano vermicelli fumanti ai passanti, conditi con sale, olio e formaggio bianco. Da apprezzare la variante con il pomodoro. A Napoli prendeva il nome di “Garibaldi”. Sono poche le osterie a Mantova che vi possono servire le trippe: un secolo fa era uno dei più tipici piatti di strada. La tradizione si mantiene fortissima a Firenze: potrete leggere la parole “lampredotto” quasi in ogni via. Il porchettaro certo non mancava al nord. Fin qui il salato, ma il dolce non mancava. L’effetto fiera era presente soprattutto per le feste: i frittelle, zucchero filato, frutta candita. Un termine perduta: il tiramolla era un bastoncello di zucchero, molto tenace da lavorare con i denti. Melassa da carie. Un mezzo sorriso lo strappano i venditori di briciole, gli avanzi della lavorazione di pasticceria. Gastronomia ambulante per ogni palato, gusto, voglia e occasione. L’ultima finestra sul passato è dedicato al triguler, il venditore di trigoli. Soprattutto le donne se ne stavano sedute sul fondo di una lunga panca che aveva fissata all’estremità una coltellina di forma rettangolare. Così si tranciavano le punte terminali della cosiddetta castagna d’acqua. Un frutto del lago già presente e consumato al tempo dei Gonzaga, soprattutto da Isabella d’Este, e inviato in gran quantità alla corte di Ferrara. Si vendeva lessato, al cartoccio, da sgusciare mentre si passeggia. Con questo freddo l’ideale accompagnare il tutto con un bicchiere di Lambrusco, magari preso in una vineria dall’oste di fiducia. Potevate ordinare un sottovoce, un bicchiere che si chiedeva sussurrando.

Bibliografia: C’erano una volta vecchi mestieri di Carlo G. Valli

Fotografia di Mantova Vecchiotta. La famosa trigulera Bellintani

Advertisements

One thought on “Street food nella Mantova di un secolo fa

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...