Corso Pradella: nomi perduti di una Mantova antica

Il traffico di corso Vittorio Emanuele inganna gli occhi di un contemporaneo affascinato dal via vai di luci, macchine e insegne. Il quartiere di San Giacomo era un’altra cosa. Porta Pradella accoglieva i pellegrini, Porta Leona faceva entrare. 

Oggi dai mantovani viene chiamato corso Pradella proprio per il nome della Porta che oggi fa riposare i suoi pezzi su un rondò nella posizione in cui era. Come anticaglie all’asta. Questa era all’ingresso della città, soprattutto per i pellegrini che guardavano la Chiesa di Ognissanti, fondata nel 1102 dai benedettini, come approdo salvifico. Chiesa e Ospizio. Nel Medioevo la chiesa era girata, la facciata era parallela al corso. Oggi perpendicolare, ha cambiato assetto nel Settecento. Giramenti. Porta Pradella dialogava a distanza con la sua dirimpettaia, Porta Leona o Porta delle Quattro Porte. Si trattava di una delle più antiche porte di Mantova, ricordata sicuramente prima del 1112. L’antico nome del corso era strada del borgo o del Leone Vermiglio. Storia di contrade. Il corso è la lisca centrale, ai lati moltissime spine dai nomi antichi. Breda dell’acqua, Breda di mezzo, Borgo Freddo, bellalancia, degli stabili, delle chiodare, del Corrado e delle Concole. Ognuna è un piccolo carillon. Ascoltiamo alcune consumate melodie. La via breda dell’acqua è nei pressi della Chiesa: breda significa “largo spazio”, da coltivare o da urbanizzare. Burgo frigidi. Molto probabilmente il nome deriva dal fatto che questa zona era completamente esposta alle brezze che dal lago correvano alle braide. Indifesa. Poi altre vie: dei Rossetti, dei Rozzi, indicano nomi di casati, famiglie importanti con ruoli di prestigio tra commercio e Comune. Delle Tezze invece indica le tipiche abitazioni a capanna dei contadini. In questa contrada abitava la famosissima famiglia degli Assandri come riportano i documenti: Tegetum Axandrorum in contrata burgi frigidi. L’antico palazzo della famiglia stava all’interno dello stallo Al cane che abbaia alla luna. Storia di osterie. Contrata Stabli cela proprio la corruzione della parola latina stabulum, stalla. Contrata Clodarie ricorda invece l’opificio della Purga delle lane, trasportata qui nel XIV secolo da piazza del Purgo oggi Marconi. Storia di chiodi per appendere le lane lavate. Vicino il Rio scorreva libero da coperture, pronto per l’uso. La zona delle Concole comprendeva le attuali via Fratelli Bandiera, Nievo, Marangoni e Arrivabene. Nella contrada del Tonsa vi era la Chiesa di Santa Croce fondata da Agnese della Mirandola, sposa di Guidone Gonzaga. Soppressa, sparita, ridotta a casa privata. Cercatela. Si consiglia una camminata per intrufolarsi nelle vie del corso, inserire la chiave dei ricordi e far girare il carillon.

Bibliografia: Riferimento a Stefano Davari – Notizie storiche topografiche della città di Mantova

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...