Bartolomeo Scappi ovvero il primo food blogger

Oggi una nuova categoria di utenti parlano di cibo e di prodotti enogastronomici. Sono i food blogger ovvero i turisti del cibo. Anche nel Rinascimento un famosissimo scalco ha scritto la sua Opera dopo molti viaggi ed esperienze sul campo. Senza smartphone.

Bartolomeo Scappi, nato a Runo di Dumenza sul Lago Maggiore, è stato uno strabiliante scalco che a soli trentasei anni era a capo delle cucine del Cardinale Campeggi. Poi sarà invece cuoco segreto di Papa Pio V. Segreto, personale, tanto da sapere gusti e preferenze di sua Santità. Scappi aveva cucinato per l’imperatore Carlo V in visita a Roma nel 1536 un piatto povero, della cucina popolare dei pescatori di Chioggia, il rombo in pottaggio ossia in umido. Un piatto semplice per l’imperatore chiamato Sua Cesarea Maestà. Cucina popolare e cucina aristocratica, così una passa nell’altra con estremo silenzio. Scappi viaggiava, visitava e assaggiava: entrava in contatto con le usanze e i segreti culinari di città, paesi e borghi, ne ascoltava i termini, ne capiva il senso e la tradizione. Metteva a confronto le diverse cucine: carni, pesce o torte ricette alla romanesca, alla fiorentina, alla milanese usando l’espressione “come si usa in…”. Scrive infatti: “ho veduto nelle pescheria di Milano diverse sorti di pesciolini minuti, ove li chiamano pescherie”. E porta alla conoscenza dei suoi lettori termini diversi per lo stesso prodotto: il pesce spigolo o spigola (oggi meglio noto come branzino di mare) “in diversi lochi è chiamato con diversi nomi, chiamansi in Venezia varoli, e in Genova lupi, in Roma spigoli, in Pisa e in Fiorenza ragni“. Scappi traspone sulla pagina l’immagine nitida e vera dei piatti locali come le foto che oggi il blogger posta su instagramanolini (tortelletti ripieni di carne di maiale), ferlinghotti (maccheroni in olio), zazzere (scorze di zucche), butirata (crostata con cacio e burro), galantina (salsa per volatile), vivarole (minestra), migliaccio (torta di sangue di maiale), herbolata (torta verde con erbe), pappardelle (frittelle di ricotta). Ricette, tradizioni locali, cucine, conoscenza dei prodotti, magari dialoghi veraci con i cuochi locali, con qualche pescatore o il fornaio che aspettavo l’odore del pane pronto. Un giro per le osterie locali, due parole col vinaio per il racconto della vendemmia, un workshop di produzione di pasta col vermicellaro. Turismo esperienziale. Così era Scappi, il primo food blogger.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...