Piccole amenità per dame d’altri tempi

La donna nel tempo ha spesso ricercato accessori leggiadri, non frivoli ma capaci di mettere in risalto la sua femminilità. Termine che nei secoli ha modificato la sfumatura del rosa. La moda ha seguito e rincorso le voglie più esigenti. Piccola guida pratica che attraversa i secoli, consapevole di non voler fermare il tempo di una sola moda. Tutt’altro. La moda si piglia per i capelli mentre sfugge alle sue stesse regole. Come oggi anche la dama di allora aveva una scarsella: nata in realtà per i mercanti, in pelle o cuoio e da appendere alla cintura. Alla corte borgognona se ne faceva grande uso. Nel lascito di Carlotta di Savoia si leggono elencate ben 23! In pelle bianca, rossa, in velluto, in raso. Curiosità: “borsa” si chiamava anche il sacchetto che racchiudeva i capelli maschili sulla nuca. Questioni di lessico. Si cambia livello: adagiato sulle spalle la cosiddetta pelliccetta per pulci. Per le dame più raffinate era usanza very chic tenere in mano oppure appesa ad una catenina d’oro un animale impagliato per raccogliere le attenzioni di pulci e parassiti. Di solito martora, puzzola o donnola: si dice che la granduchessa di Ferrara abbia ricevuto in dono dal marito uno zibellino dalla testa d’oro con incastonati rubini, diamanti smeraldi e perle. Animale da compagnia o quasi. La moda rococò inventa un ornamento che farà moda a Venezia, Milano e Parigi: il neo finto o mouche. Creato in taffettà nera, poteva avere varie forme: rotondo, quadrato o addirittura un animale o un fiore. Una sorta di tatuaggio d’altri tempi: il più piccolo accessorio nell’epoca della moda più ingombrante. Una raffinatezza grande quanto una puntura d’insetto. Fronte, guancia, collo, scollatura, vicino all’occhio, sul labbro: ogni punto prescelto serbava un messaggio in codice. Un linguaggio per la società, roba d’amanti, che come lucciole si scambiano effusioni al codice Morse. Non potevano mancare gli occhiali, oggi come allora vero oggetto di design. In Italia si chiamava occhialetto ma era conosciuto come Lorgnon, gli occhiali aristocratici con manico. Le dame del Settecento lo esibiscono con pomposa eleganza appeso ad una catenina. Non era solo questione di diottrie. Non poteva mancare il fazzoletto: quello del Rinascimento italiano, non solo bianco, era ornato di pizzo. Dall’Italia volano in Francia e Germania dove prese il nome: Fazilettlein. Accessorio prezioso e di estrema eleganza: nei ritratti femminili diventano una vera etichetta di corte. Le leggi suntuarie nel XVII secolo ne proibiscono l’uso. Dalla donna all’uomo: con il tabacco da fiuto diventa strumento di pulizia nasale. Addio raffinement.

Bibliografia di riferimento: Enciclopedia illustrata della moda. Edizione italiana a cura di Giannino Malossi. Immagine: pittore anonimo del XIX secolo. 

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