Animali fantastici a Mantova e dove trovarli. Quartieri, contrade e stemmi

La suddivisione della città in contrade è storia passata. Di stemmi, colori, fazioni, simboli, animali. Vederne le tracce è come recuperare l’antico filo di Arianna. Conduce in quartiere, contrade, rioni. Si entra in un album di stemmi fantastici. 

Con la salita al potere dei Gonzaga, Mantova è una città che ha bisogno di nuovi spazi da urbanizzare: l’insaziabile fame di ambizione porta la città oltre al Rio, fino ad abbassare sempre più a sud il confine della città. La parola “quartiere” non era estranea ai mantovani: prima ancora del 1200 la città era stata suddivisa in quattro fette. Città vecchia, Rione San Giacomo, Rione San Martino e San Leonardo. Il puzzle fu mantenuto anche dai Gonzaga: mutano nomi e perimetri. San Pietro, Sant’Andrea, San Giacomo e San Nicolò. Ogni quartiere porta in dote cinque contrade per venti rioni totali: ad ognuno il suo simbolo, i suoi colori, i suoi confini. Sotto il nome delle vie viene scritto anche quello del rione di riferimento. Dal 1786 il Governo austriaco porta nuove regole e nuove geometrie, diversa nomenclatura delle vie e diversa numerazione delle case. Trovare oggi i segni delle contrade è lavoro da detective che fiutano la pietra annusando l’impronta del vecchio nome impresso. Breve visita nello zoo tardo medievale: animali fantastici a Mantova e dove trovarli. Nel quartiere di San Pietro: Aquila Nigra, Griffonus Albus, Camellus beretinus, Ursus naturalis, Tres Monticellos albos. Quando camminate in via Broletto sotto l’armatura che ingabbia il Palazzo del Podestà potete ancora leggere “contrada del Grifone Bianco”. Ruggito medievale. Prosegue la visita nel quartiere di Sant’Andrea: Mons niger, Serpens viridis, Leopardus naturalis, Mastinus pezatus de albo et nigro, Cornu more solito. Il corno è la forma a punta di questa parte di città, quella che fuoriesce con il Ponte dei Mulini e collega con l’antico Borgo di Porto. Si cambia zona. Il quartiere di San Giacomo: tres Falcones naturales, Leo vermilius, Bos zallus, Cesanus albus, alicornus niger. I nomi nascondono bene il loro contenuto: bos è bue, cesanus è cigno, alicornus è cigno. E per finire il quartiere di San Nicolò: Pusterla, Equs niger, Cervus aureus, Ruperis viridis, Navis nigra. Tutte le contrade sotto forma di stemmi sono visibili sotto alla notissima Galleria Ferri: tra un’attesa di un bus e un riparo dalla pioggia alzate lo sguardo. Bassorilievi degli anni Sessanta del secolo passato che riproducono lo zoo sopra descritto. Gli autori sono due artisti mantovani, uno era mia nonno. Arte e sorpresa, magia e animali fantastici, l’intruglio perfetto che aiuta a ricordare per sempre la storia delle contrade. Signori e Signore, l’ingresso è libero. Quando volete.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...