Cibo in scatola. Il modo di fermare le stagioni

Cosa c’entrano le scatolette con il Rinascimento? Non molto o per meglio dire tutto. Fin dal Medioevo si è cercato di conservare il cibo, soprattutto attraverso il sale. Ma soltanto sul finire del Settecento s’inventa l’inscatolamento per scopi bellici. 

Nel Medioevo i cibi venivano salati o affumicati: questo l’unico modo conosciuto per conservare il carne e il pesce che duellavano sulle cucine soprattutto del Principe. I giorni di magro potevano essere fino a 130 all’anno: la carne aveva le ore contate. Il pesce invece veniva trattato direttamente sulle navi dei pescatori: le aringhe, pulite al ritmo di 2000 l’ora, vedevano subito una grande quantità di sale. Novità olandesi. Altre piccole curiosità: si conservava anche il latte. In Oriente il latte in polvere è un’invenzione mongola. In Occidente il burro veniva salato. Leggero disgusto sulle odierne papille. Nelle ricche dimore inglesi trovava sempre posto una stillroom in cui i domestici indossavano i panni degli alchimisti. Facevano proprio tutto: alcolici, distillati, canditi, confetture. In quella stanza si creava il 24 giugno il famoso Nocino. Roba di Santi e bottiglie. Nicolas Appert è il nome dell’inventore della nuova modalità di inscatolare. Epoca napoleonica: Appert era un birraio francese, maggiordomo e pasticcere. Poi la famosa occasione della vita: nel 1795 il governo francese, in guerra con gli inglesi, era alla ricerca di un modo più efficace per dare nutrimento all’esercito. Napoleone, come accadrebbe oggi, aprì un bando: 12.000 franchi per chi inventasse un sistema di conservazione del cibo. Detto fatto. Prima in bottiglie di champagne, poi in contenitori di vetro che venivano scaldati in contenitori di acqua bollente. Proprio come le conserve settembrine della nonna. Appert mette sottovuoto frutta, verdure, carne e stufati. Sui giornali la frase ad effetto: “il Signor Appert ha trovato il modo di fermare le stagioni”. Ma Appert non divenne ricco: accettando la ricompensa rinunciò al brevetto. Questo venne acquistato per 1.000 sterline dall’ingegnere Bryan Donkin. Sostituì i vasetti di vetro con barattoli di ferro rivestiti di stagno. Inventò le scatolette. Ma la vera beffa è che non si poteva aprire. In allegato le istruzioni: “tagliare la parte superiore vicino al bordo esterno con cesello e martelletto”. Cinquant’anni dopo ecco l’apriscatole: Robert Yeats, produttore di strumenti chirurgici. E’ pronto a tavola! Sul piatto tutte le stagioni.

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