Stuzzicadenti d’oro. A tavola con garbo

Si pensa al periodo romano come un’epoca in cui la pulizia e l’igiene personale erano di superficie, un belletto che doveva dare apparenza. Eppure nascono gli stuzzicadenti, strumenti grezzi che diventeranno nel Rinascimento raffinati gioielli per dame.

Nella Roma antica si chiamava dentiscolpia: si trattava dell’odierno stuzzicadenti. All’epoca un qualsiasi mezzo appuntito andava bene: Marziale ci descrive come utili alla causa una piuma o un pezzetto di legno levigato. Forse non così diverso da oggi. E pensare che si trattava non solo di uno strumento da tavola. I romani, fissato alla cintura, portavano con sè un vero e proprio set tascabile contenente un pulisci unghie, pinzette, un piccolo utensile per la pulizia dell’orecchio e uno stuzzicadenti. Spesso all’interno vi era anche un fazzoletto da naso chiamato mucinnium. Nel Cinquecento lo stuzzicadenti si trasforma in raffinato oggetto di gioielleria femminile perché le dame portano a tavola il loro strumento personale. A forma di grande virgola si trattava di un vero arpione che serviva per afferrare i piccolo bocconi di carne che il trinciante preparava direttamente a tavola. Un vero momento di esibizionismo nell’incidere gli animali arrosto che meravigliava tutti. Si narra che i trincianti italiani fossero i migliori. La vera sorpresa degli stuzzicadenti personali è il materiale in cui sono realizzati: l’oro. Da semplici arnesi in legno nel Rinascimento diventano un raffinato pendente da portare al collo, sia per lui che per lui. Contro questo uso si scagliò Giovanni della Casa. Con buona pace del Monsignor diventarono per lungo tempo un segno di nobiltà eclettica. Tanto che faranno la loro comparsa nei ritratti: Lorenzo Lotto nel 1518 immortala Lucina Brembati con appeso al collo il suo gingillo d’oro. Quando anche il Galateo era d’oro. La proprietaria de La Corte dei Gonzaga, una bottega artigiana di ceramiche nel centro storico di Mantova, ha seguito le mie indicazioni storiche e ha riprodotto dei dentiscolpia rinascimentali: sugli abiti d’epoca e portati al collo l’effetto è d’altri tempi. Non l’ho provato. Ma se volete indossarlo basta venire a Mantova in piazza Concordia 17. Esperienza (quasi) d’oro.

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