Mostri nelle corti. La paura fa spettacolo

Il gusto per l’esotico non ha mai smesso di affascinare oggi come allora. Gli animali da compagnia, dall’antica Roma ai giorni nostri, hanno avuto le sembianze di cani e gatti. Ma nelle corti del Rinascimento cominciavano ad essere presenti scimmie e altri animali all’epoca considerati bizzarri… 

Nel Medioevo gli animali fantastici erano arrampicati sui capitelli, dei veri bestiari che raccontavano un horror vacui di mostruosità. Non passa mai di moda l’unicorno che poteva solo essere avvicinato dalle vergini. Vere spedizioni sono state compiute per scovare la fantastica creatura e prenderne il corno dalle incredibili proprietà mediche. Con il Quattrocento, l’epoca delle esplorazioni, nuovi continenti e nuove bizzarrie vengono portate nelle Corti, come bottini di meraviglia. Le Corti sognano. Firenze è tra le città più pronte ad accogliere il nuovo: gli occhi dell’Occidente ritornano a vedere un ippopotamo. Non succedeva dai tempi dell’impero romano. Nel 1677 fa la sua comparsa a Firenze grazie a Cosimo III: fu lui infatti a realizzare nel giardino Boboli un vero e proprio antenato dello zoo. Forse il dono di un sultano, tra i ruggiti di leoni e i colori sgargianti dei pappagalli, viveva teneramente Pippo l’ippopotamo. Oggi ancora visibile alla Specola ma frutto di un imbalsamatore troppo creativo… A Firenze si poteva vedere la giraffa o, come veniva chiamata, il camelopardo: “era sette braccia alta e ‘l piè come ‘l bue”. Fa addirittura la sua comparsa in un’Adorazione dei Magi del Ghirlandaio. Rodolfo II a Praga nel giardino del suo palazzo aveva un leone africano. E perfino il Papa Leone X, interessato alle bizzarrie, si fece arrivare nel 1514 da Lisbona un elefante albino. Ben più avversa fu la sorte del Rinoceronte che nel 1516 naufragò dopo una tempesta nel mar Ligure. Anche gli artisti si confrontano con le esotiche novità: Durer ritrae il rinoceronte come la più vivida e magnifica bizzarria. E le copie dell’incisione fanno il giro dell’Europa. Il fantastico, in piccolo formato, passa di mano in mano, di bottega in bottega. Sognano le corti. Sognano gli artisti.

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